“Deutsche Bank è tedesca. Se necessario sarà salvata dallo Stato”

10 Febbraio 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Lui è John Mack, ex numero uno di Morgan Stanley. E sul destino di Deutsche Bank, di cui si parla così tanto da giorni, non sembra molto preoccupato. Mack parla di “questa idea di cui sono a venuto a conoscenza ieri, ovvero della possibilità secondo cui (Deutsche Bank) non onorerà il pagamento degli interessi (sui suoi bond più rischiosi)”.

Un’idea che Mack bolla come assurda:

“E’ semplicemente assurda. Il governo non lo permetterà”. Il punto è che “la gente reagisce in modo eccessivo. Questa banca si chiama Deutsche Bank. E’ una banca della Germania. Politicamente, (i tedeschi) si faranno sentire e se la banca dovesse aver bisogno di un salvagente, glielo daranno”.

Tra l’altro, Mack ha sottolineato nel corso di un’intervista a Bloomberg Television che, sebbene le autorità tedesche di regolamentazione dei mercati non debbano vietare lo short selling, ovvero le vendite allo scoperto – come invece accadde negli Usa nella grande crisi del 2008 – la banca centrale tedesca, ovvero la Bundesbank, dovrebbe comunque diramare un comunicato a sostegno di Deutsche Bank.

E’ presto per giungere a conclusioni. Ma Mack è tra i nomi più autorevoli dell’alta finanza. Inoltre, stando ai dati del 2014, Deutsche Bank ha una esposizione lorda nominale verso i derivati per un valore equivalente a $60.000 miliardi, diverse volte tanto il Pil dell’Europa.