Deficit Usa si stringe: vittoria di Trump. O forse no

6 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Il deficit commerciale si è ristretto molto più del previsto, facendo pensare a una vittoria per Donald Trump. Tuttavia, le politiche di isolamento commerciale promosse dall’amministrazione Usa, non stanno portando a un incremento delle esportazioni. E nemmeno delle importazioni, almeno a giudicare dagli ultimi dati macro.

Il gap della bilancia commerciale si è contratto in maniera sorprendente in novembre, attestandosi a 49,3 miliardi di dollari. Si tratta del primo calo dopo cinque mesi consecutivi di aumenti. Il presidente americano ha detto in più di un’occasione che ridurre il gap era una delle priorità del suo governo.

Mese su mese, il calo è stato dell’11,5% (rispetto ai $55,7 miliardi di ottobre). Gli economisti interpellati da Dow Jones puntavano su un deficit commerciale di 54,3 miliardi. Ma su base annuale il deficit si è ampliato in realtà, del 10,4%. E ci sono anche un altro paio di elementi che non dovrebbero piacere troppo alla Casa Bianca.

Calo di import e export nello stesso bene “non è un buon segno”

A monte della contrazione c’è stata principalmente la flessione delle importazioni. Sono infatti diminuite del 2,9% a $259,2 miliardi. L’export è calato leggermente a $209,9 miliardi, per una variazione negativa del -0,6%.

Nel commentare i dati pubblicati oggi David Rosenberg, strategist e chief economist di Gluskin Sheff, ha fatto un’osservazione critica nei confronti dei dati.

“Reputo interessante che un boom economico sia caratterizzato da una domanda di importazioni in calo del 2,9% e da una flessione delle esportazioni dello 0,6% nello stesso mese. Non è mai un buon segno quando le due voci che misurano l’andamento degli scambi commerciali si muovono entrambe al contrario”.

Guerra dazi, Mnuchin vola a Pechino per trattare

Intanto ci sono novità dal fronte della disputa commerciale sino americana. Il segretario del Tesoro Usa Steven Mnuchin viaggerà a Pechino la prossima settimana. Con un obiettivo in mente: riaprire i negoziati con la Cina prima che a marzo finisca la tregua di 90 giorni concordata tra le due prime potenze economiche al mondo.

Il rappresentante del Commercio Usa Robert Lighthizer e altri alti funzionari accompagneranno Mnuchin nella sua missione. Se non si trova un’intesa, a marzo gli Stat Uniti aumenteranno i dazi imposti sui beni e prodotti cinesi importati in America.

Mnuchin si è detto ottimista. Parlando ai microfoni dell’emittente Usa CNBC ha spiegato che Washington vuole stringere un accordo. “L’ambasciatore Lighthizer e la nostra squadra ci dirigeremo a Pechino la settimana prossima. Siamo intenzionati a continuare i colloqui”.

“Ci stiamo impegnando al massimo per trovare un accordo prima della scadenza della tregua. È questo il nostro obiettivo”.

Il segretario del Tesoro Usa Steve Mnuchin