DEF CON per il dollaro. Se e’ debole, rischi sistemici

4 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il dollaro debole rappresenta un problema per l’eurozona e aumenta il rischio sistemico. Tanto che secondo Laurence McDonald su Myanville lo stato d’allerta ha raggiunto in una scala da cinque a uno il livello 4 e potrebbe peggiorare ancora.

DEF CON e’ l’acronimo che le Forze Armate degli Stati Uniti usano per indicare il grado di allarme per la sicurezza che viene segnalato visivamente, illuminato da una lampadina, nello Studio Ovale della Casa Bianca e in tutti i Comandi Militari Usa del mondo. Significa “Defense Condition”. In un editoriale l’esperto di finanza ricorda che l’S&P 500 e’ salito del 10% da agosto e la volatilita’ e’ in calo di oltre il 20%, mentre – fattore ancora piu’ rilevante – il dollaro ha subito una bella batosta contro l’euro. Traduzione: pericoli in vista per i paesi dell’area euro. Questo scenario infatti le gia’ precarie esportazioni europee verso gli Stati Uniti ancora piu’ care.

Nel frattempo, nonostante da meta’ settembre gli spread sui cds di Irlanda e Portogallo si siano ampliati rispettivamente di +67 e +66 punti, il mercato azionario non ha subito alcun contraccolpo per i crescenti timori sotterranei di aumento di rischi sistemici. Tra vecchi (Grecia e Portogallo) e nuovi (Irlanda, Spagna) problemi, si rischia un effetto domino nell’area euro, ma invece pr adesso non succede assolutamente nulla, rientrato lo stato di massima allarme di agosto, la festa in borsa continua.

Se la crisi del debito ellenica dovesse scuotere Dublino nello stesso modo, allora vorrebbe dire che due PIIGS farebbero la stessa fine, diffondendo la tensione sui tassi e debiti sovrani anche in Portogallo, Spagna (che ha perso la scorsa settimana la tripla A) e anche Italia. Non potendo contare sulle risorse di portafoglio e sulla potenza di fuoco degli Stati Uniti (cioe’ della Federal Reserve che stampa moneta 24/7 (in gergo si chiama QE, cioe’ Quantitative Easing) nonche’ del potere di convinzione su cui gli Usa possono fare affidamento coi loro partner occidentali.

Come sempre questo signore, Laurence McDonald, e’ un uomo di Wall Street, e quindi tradisce l’astio tipico che si ritrova in articoli made in Usa o in UK che tante volte WSI ha pubblicato (per fornire ai nostri lettori l’intepretazione autentica di cio’ che Oltreoceano e OLtremanica si pensa dell’Europa). Scrive McDonald che la UE e’ divisa da culture, paesi e migliaia di anni di storia (scoperta dell’acqua calda…). Se le banche dovessero iniziare a cadere come birilli in Europa come sta accadendo in America – ogni venerdi’ alla chiusura dei mercati – dall’ottobre 2008 ininterrottamente, tutte le settimane, allora gli istituti di credito dovrebbero svalutare i loro asset, azzerando il valore dei molti miliardi di titoli tossici ancora non emersi, provocando una crisi sistemica della portata di quella subprime che scateno’ la Grande Recessione. Insomma una sorta di Lehman Brothers atto II, con quel che ne segui’. Aiuto!

McDonald del resto se ne intende di queste robe qui: da luglio 2004 a settembre 2008 era il vice presidente della divisione Distressed Debt and Convertible Securities Trading di Lehman Brothers, esperienza da cui e’ poi nato il suo libro sul collasso della banca d’affari intitolato “Colossal Failure of Common Sense – the Inside Story of the Collapse of Lehman Brothers”.