Decreto salva banche, denuncia M5S: “Favori a scapito dei risparmiatori”

2 Dicembre 2015, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) – Decreto salva banche nel mirino: in primo piano nelle ultime  le dichiarazioni di diverse forze politiche contro il decreto che ha permesso il salvataggio di quattro banche italiane a rischio liquidazione.  Diversi risparmiatori sarebbero in grande apprensione, stando a quanto è emerso da una riunione informale di deputati e senatori Pd con il viceministro Enrico Morando. In una nota si legge:

“I parlamentari, eletti nelle regioni interessate dalla presenza degli istituti bancari oggetto del decreto legge ‘Disposizione urgenti per il sistema creditizio’, hanno rappresentato le difficoltà di tanti risparmiatori e spiegato come molti di essi abbiano subito conseguenze gravissime. I parlamentari pur consapevoli delle nuove norme europee che limitano fortemente i margini di manovra del Governo, hanno proposto alcune ipotesi di soluzione che vadano incontro alle difficoltà dei tanti risparmiatori che stanno vivendo in queste ore momenti di grande apprensione. Il viceministro ha dimostrato, a nome di tutto il Governo, grande sensibilita’ sull’argomento”.

Decisamente più accesi i toni del Movimento 5 Stelle. Così i deputati M5S, che hanno discusso in aula la pregiudiziale sul provvedimento emanato in favore di Banca Marche, Popolare Etruria, CariChieti e CariFerrara, e che in Commissione Finanze hanno affermato:

“Il decreto salva-banche viola in modo evidente gli articoli 3 e 53 della Costituzione, ossia l’uguaglianza di fronte alla legge e la proporzionalità del prelievo fiscale in ragione della capacità contributiva. Siamo di fronte a una moltitudine di favori al sistema bancario a scapito dei piccoli risparmiatori“.

Ancora:

Non è vero che in questa operazione non ci siano costi per lo Stato. I contributi versati al Fondo dalle banche maggiori possono essere oggetto di deduzione a fini Ires e anche le sofferenze bancarie vanno in sconto sulle tasse. Inoltre, la stessa ratifica della settimana scorsa spiega che lo Stato potrebbe dover intervenire, in ultima istanza, se le risorse del nascente Fondo di risoluzione non bastassero. Quindi, il bail-in non esclude e non manda in soffitta il bail-out, che rimane in forma mascherata. Il governo e Bankitalia hanno gestito nel modo peggiore la situazione. Prima hanno lasciato incancrenire gli effetti di gestioni manageriali scriteriate, sempre orientate a favore di amici e clientele. Poi Palazzo Koch ha messo in atto dei commissariamenti inutili e ora decine di migliaia di risparmiatori rimangono in lacrime di fronte a risparmi azzerati in modo arbitrario, così come è stata arbitraria la fissazione del deprezzamento delle sofferenze. Il M5S non ci sta e chiede che il provvedimento venga immediatamente ritirato”.

In questi giorni, successivamente all’approvazione del decreto salva banche, ci sono state manifestazioni di piccoli risparmiatori che sono stati penalizzati dal provvedimento. Il governo ha reso nota la disponibilità a risolvere la questione, ma non all’interno del dl banche, ma in un momento successivo.

In particolare, il problema riguarda gli azionisti e i possessori di obbligazioni subordinate che dovranno pagare caro il salvataggio di Banca Etruria, Cassa di risparmio di Ferrara, CariChieti e Banca Marche.

Nella giornata di oggi,  l’emendamento dell’esecutivo alla legge di stabilità con il dl salva banche dovrebbe essere depositato senza modifiche, ma fonti  insistono che il governo agirà per cercare di risolvere i problemi di chi ha visto azzerati i risparmi di una vita.