Decreto Imu: torna lo spauracchio seconda rata

29 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il braccio di ferro in corso in aula alla Camera su Dl Imu-Bankitalia fa tornare lo spettro della seconda rata dell’Imu 2013.

Non è questo certo l’obiettivo di M5S e Forza Italia che puntano invece alla soppressione della parte che riguarda la ricapitalizzazione e la riorganizzazione della Banca d’Italia, che frutterebbe in corso d’anno 1, 1,5 miliardi di euro alle Casse dello Stato.

Per quanto riguarda la seconda rata Imu, se dovesse tornare, si tratterebbe di un esborso per i cittadini sulla prima casa di 2,2 miliardi.

L’ipotesi della decadenza del dl certo però non dispiacerebbe alle imprese e in particolare banche ed assicurazioni che si sarebbero trovate a dover coprire gran parte dell’impegno attraverso un inasprimento degli acconti fiscali.

Infatti tra la clausola di salvaguardia a copertura della cancellazione della prima rata Imu e l’effetto del decreto, sale al 128,5% l’acconto Ires, per il periodo d’imposta 2013, per gli enti creditizi e finanziari, per la Banca d’Italia e per le società e gli enti che esercitano attività assicurativa.

Per le imprese gli acconti Ires e Irap per il 2013 arrivano a 102,5%. Per quanto riguarda la Banca d’Italia, oltre alla rivalutazione delle quote salterebbe anche la riorganizzazione dell’Istituto con i meccanismi messi a punto per difenderne l’italianità con un meccanismo stringente sul possesso delle quote. Proprio sull’ipotesi di sganciare dal dl la parte che riguarda la Banca d’Italia si era già espresso il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, spiegando che una tale mossa avrebbe messo a rischio l’equilibrio dell’istituto dopo i contatti già avviati con Bruxelles e la Bce. In ogni caso, spiegano fonti di Governo, il gettito che arriverà nel corso dell’anno dalla riorganizzazione (1-1,5 miliardi) non è conteggiato nel bilancio.

Con il dl salterebbe pure l’accelerazione della vendita degli immobili pubblici, misura sulla quale il governo punta con forza per la prossima riduzione del debito pubblico.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da La Stampa – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Copyright © La Stampa. All rights reserved