Decreto crescita, agevolazioni fiscali per startup e Made in Italy

5 Aprile 2019, di Livia Liberatore

Nel decreto crescita approvato in Consiglio dei Ministri il 4 aprile, fra le misure previste, ci sono anche incentivi per lo sviluppo e l’innovazione e per la difesa del made in Italy.  Come spiega Il Sole 24 Ore, viene ripristinato il superammortamento, per un periodo limitato e con il tetto di investimento a 2,5 milioni e l’esclusione dei veicoli e degli altri mezzi di trasporto non strumentali all’attività di impresa.

Il governo pensa inoltre a una riduzione progressiva dell’imposta pagata dalle imprese sugli utili reinvestiti, dell’1,5 per cento nel 2019, che fa scendere il prelievo Ires dal 24 al 22,5 per cento, di un punto percentuale nel 2020 e 2021 per arrivare a un’aliquota del 20 per cento nel 2022. Nel pacchetto è prevista anche la deducibilità dall’Ires dell’Imu versata dagli imprenditori per gli immobili strumentali all’attività di impresa.

Nel decreto crescita ci sono poi altre misure per le imprese, come la semplificazione per il patent box, cioè la detassazione dei brevetti e di tutti i beni immateriali dell’azienda, ad eccezione dei marchi, e il maxi sconto fiscale per la rigenerazione urbana degli edifici.

Nei programmi del governo c’è inoltre l’estensione del Fondo di garanzia ai portafogli di finanziamenti per medie imprese e small mid cap e il fondo di sostegno agli investimenti nelle zone economiche speciali. Previsti anche i voucher per le startup che brevettano e per le Pmi che avviano processi di digitalizzazione.

In arrivo il contrassegno di Stato “made in Italy” per vendite extra Unione europea, che sarà però volontario e a pagamento, gli incentivi per progetti di ricerca sull’economia circolare, l’ampliamento della misura “Nuove imprese a tasso zero”.