Decadenza, Berlusconi fuori dal Parlamento

27 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il Senato ha dichiarato decaduto Silvio Berlusconi da senatore. Lo ha annunciato in Aula il presidente Grasso subito dopo che l’Assemblea aveva respinto tutti e nove gli ordini del giorno presentati.

“Essendo stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta per le Immunità che proponeva di non convalidare l’elezione di Berlusconi la relazione della Giunta deve intendersi approvata”. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso confermando la decadenza del Cav da senatore. A prendere il posto di Silvio Berlusconi al Senato è il primo dei non eletti in Molise per il Pdl Ulisse Di Giacomo.

“E’ un giorno amaro e di lutto per la democrazia”: cosi’ Silvio Berlusconi aveva parlato in piazza del Plebiscito a Roma ai suoi sostenitori.. ”Il Senato di sinistra con il suo potere ha ordinato al tempo di fare freddo”, aveva detto Berlusconi aprendo il suo comizio davanti palazzo Grazioli. La magistratura vuole “la magistratura via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese”, aveva aggiunto Berlusconi ai militanti di Forza Italia a via del Plebiscito. “Quando la sinistra non è al potere la magistratura fa di tutto per farla tornare al potere”. ”Noi siamo moderati. Si sono scagliati contro questa manifestazione ma vogliamo tranquillizzarli: questa è una manifestazione legittima e pacifica”.

”La sentenza sui diritti Tv è una sentenza che grida vendetta davanti a dio e agli uomini”: così Silvio Berlusconi nel suo comizio in via del Plebiscito. Quella sentenza, ha aggiunto, ”è basata solo su teoremi e congetture e su nessun fatto o documento o testimone”. “Sono assolutamente sicuro che il finale di questi ricorsi sarà il capovolgimento della sentenza con la mia completa assoluzione”, ha detto Berlusconi ai militanti di Fi a via del Plebiscito ribadendo la volontà di presentare domanda di revisione del processo Mediaset.

[ARTICLEIMAGE] ”Non ci ritireremo in qualche convento, noi stiamo qui, restiamo qui, resteremo qui”: così Silvio Berlusconi dal palco. “Nessuno di noi può stare più tranquillo sui propri diritti, sui propri beni e la propria libertà. E allora restiamo in campo. Non disperiamoci se il leader del centrodestra non sarà più senatore: ci sono altri leader di partito che non sono parlamentari e mi riferisco a Renzi e Grillo che dimostrano che anche da fuori si può continuare a battersi e combattere per la nostra libertà”. Lo ha detto Silvio Berlusconi al comizio davanti a Palazzo Grazioli. ”Oggi brindano perché sono riusciti a portare l’avversario davanti al plotone d’esecuzione: sono euforici, lo aspettavano da venti anni… ma non credo abbiano vinto la partita della democrazia e della libertà”: così Silvio Berlusconi.

“Ci diamo un appuntamento preciso: l’8 dicembre ci incontriamo per festeggiare i primi mille club che si stanno fondando in Italia”: cosi’ Berlusconi ai militanti di Forza Italia che manifestano a Via del Plebiscito.”Altri se ne sono andati… ma noi siamo rimasti qui, siamo sicuri di essere la parte giusta, sicuri che non tradiremo mai i nostri elettori”, ha detto il Cavaliere che ha fatto un implicito riferimento ad Alfano e al Nuovo centrodestra. La folla ha rivolto un lungo buuuuu agli alfaniani e il Cavaliere ha chiosato: “Interruzione ruvida ma efficace”.

Secondo gli organizzatori della manifestazione di Forza Italia in Via del Plebiscito, i militanti presenti erano 20 mila.

I senatori di Forza Italia hanno cominciato a invocare il nome di Silvio Berlusconi nell’aula del Senato, durante le dichiarazioni di voto sulla sua decadenza. Dopo l’intervento di Annamaria Bernini, i senatori di Forza Italia si sono tutti alzati in piedi, gridando ‘Silvio, Silvio’, ritmando il nome con il battito delle mani.

“L’ex premier italiano Silvio Berlusconi è stato espulso dal Senato”. La notizia della decadenza del Cavaliere fa in una manciata di minuti il giro del mondo e irrompe come “breaking news” sui siti dei principali media internazionali: dalla Bbc al Wall Street Journal, dalla tedesca Faz allo spagnolo El Pais. “Berlusconi espulso dal Senato in seguito alla condanna per frode fiscale”, titola il New York Times nella fascia in rosso dedicata alle notizia urgentissime. In Francia “Silvio Berlusconi decaduto dal suo seggio di senatore”, scrive Le Figaro nel suo “flash” mentre in Germania la notizia irrompe su tutti i principali siti: dal Die Welt al Der Spiegel, che apre con un enorme primo piano del Cavaliere titola: “Il Senato butta fuori Berlusconi”.

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Essendo stati bocciati tutti e nove gli emendamenti contrari, Silvio Berlusconi perde il posto da senatore e con esso anche l’immunità parlamentare. Per sei anni non potrà più candidarsi, come stabilisce la legge Severino anti corruzione. A quel punto il tre volte Primo Ministro ne avrà 82 di anni.

Con il suo discorso aizzatorio in piazza il leader di Forza Italia ha voluto lasciare l’immagine di un popolo che gli si è stretto attorno, anche in una giornata così drammatica.

La decadenza è stata proposta dalla Giunta per le immunità e le elezioni di palazzo Madama, in seguito alla condanna defintiva per frode fiscale al processo Mediaset che la sentenza della Corte di Cassazione la scorsa estate ha reso defintiva.

“Mi piacerebbe per davvero poter dire che siamo alla vigilia del crollo di un regime. Non è così. Non ancora. È semplicemente la fine di un banale uomo per tutte le stagioni”. Lo scrive il blog di Beppe Grillo in un post dal titolo ‘In memoria di Silvio Berlusconi’ che riporta un articolo del blogger Sergio Di Cori Modigliani.

Berlusconi, si legge ancora, è “un soggetto che è stato funzionale nell’ultimo ventennio sia ai colossi finanziari anglo-americani che al Kgb sovietico, passando per lo Stato del Vaticano, la troika, l’Iran, Israele, l’Arabia Saudita, gli emirati Arabi, la Libia, l’intero sistema bancario internazionale. Il mondo è sempre stato pieno di individui del genere”.

“L’aspetto più stupefacente – è scritto ancora sul blog di Grillo – consiste nel fatto che finiscono tutti nello stesso identico modo. E iniziano, anche, nello stesso modo. Interpretando una parte di cui sono consapevoli sia soltanto una rappresentazione di facciata. Ma strada facendo finiscono per inciampare, inesorabilmente, in quella pàtina umana, davvero molto umana, una mitomania mista a onnipotenza, per cui finiscono per convincersi che la maschera che indossano corrisponda alla propria vera natura.

E finiscono per crederci”.

Da Saddam Hussein, a Gheddafi, Craxi, Marcos, Videla, … Berlusconi, sostiene ancora il blog di Grillo, “è sempre stato e sarà sempre un boss dell’illegalità e del malaffare che ha svenduto la nazione, ha impoverito il paese, lo ha bloccato, ingessato ed espoliato”. “Noi l’abbiamo sopportato e in molti, troppi, lo hanno anche supportato. Sta a noi, quindi, alchemizzare questa fase per occuparci delle questioni reali del paese e approfittare di questo evento per avviare l’inizio di un percorso evolutivo di consapevolezza collettiva”. “Il regime – avverte il post – è saldamente in piedi. La strada è lunga e la percorreremo tutta fintantochè non avremo cambiato la nazione. Buona fortuna a tutti. In memoriam”.
(TMNEWS)
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ROMA (WSI) – Mentre in Aula a Palazzo Madama i senatori discutono in vista del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi, in piazza a Roma si preparano due manifestazioni.

Davanti a Palazzo Grazioli, abitazione romana del Cavaliere, sono gia’ riuniti i sostenitori dell’ex premier. Poco distante, manifestazione del popolo viola che chiede la decadenza. Il centro di Roma e’ blindato.

L’Aula intanto ha respinto le questioni pregiudiziali sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Il voto e’ avvenuto per alzata di mano.

La questione sospensiva sulla decadenza di Berlusconi è stata respinta dall’Aula del Senato con alzata di mano.

Nel dibattito generale si sono iscritti a parlare 25 senatori. Sono ben 22 quelli che parlano contro la decadenza di Silvio Berlusconi, quasi tutti di Forza Italia, Gal e Nuovo Centrodestra. A favore della decadenza per Berlusconi sono iscritti solo due senatori del M5S. Si è iscritto a parlare anche il senatore del Psi Enrico Buemi, che era a favore del voto segreto e in passato si era espresso a favore della decadenza.

In aula spunta rete wi-fi “tutti a casa” . – ‘Tutti a casa’. E’ il nome di una linea per la connessione wi-fi che spunta nell’aula del Senato nel giorno in cui si vota la decadenza di Silvio Berlusconi. Il pensiero immediato va ai senatori del Movimento 5 Stelle, che dello slogan ‘Tutti a casa’ hanno fatto il proprio cavallo di battaglia; ma dall’ufficio stampa del gruppo fanno sapere che non si tratta di un’iniziativa del M5S.

Mussolini, Alfano è un pirana e voi Ncd ipocriti – “I vostri sono voti appiccicosi. Se fossi stata io la capigruppo non li avrei accettati. Siete dei poltronisti, come dice Berlusconi, siete arrivati a un punto di non ritorno. Alfano è un pirana e preferisco chiamarlo Lino perché di Angelino non ha proprio nulla”. La senatrice di Fi Alessandra Mussolini attacca a testa bassa i “cugini” di Ncd durante la discussione sulla decadenza del Cav e grida ai loro banchi più volte: “Non vogliamo i vostri voti”.

Malan, è colpo di stato soft – “Il classico colpo di stato si fa con carri armati e fucili, questo lo si fa in modo più soft ma in maniera ancora più grave, perché i blindati li vedono tutti mentre le forzature giudiziarie sono un po’ meno facili da vedere”. Così ha dichiarato il senatore di Forza Italia Lucio Malan, intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Città Futura. “Quando nella sentenza c’è scritto che non ci sono prove di neppure un centesimo passato da Agrama a Berlusconi si fa una forzatura senza contare lo stravolgimento del regolamento del Senato sul voto che considero una spudorata, sfacciata violenza di quella legalità di cui tanti si sciacquano la bocca”, aggiunge. Malan ha poi annunciato una richiesta di annullamento della seduta della giunta per violazione del segreto. “Se ci sarà un minimo di quel senso di legalità – ha aggiunto – si pretenda un voto segreto. Non tenterete nessuna strada di ostruzionismo? No, il nostro impegno continua, nonostante il nostro leader, l’uomo più votato della storia della Repubblica, venga messo fuori dal Parlamento per un presunta e non provata evasione fiscale“, ha concluso il senatore.

Casini chiede sospensione in attesa Cassazione – Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, presenta in aula una sospensiva sul voto di decadenza, in attesa delle decisioni della Cassazione sul conteggio dei tempi dell’interdizione. “La sentenza, giusta o sbagliata che sia, è sottoposta alle regole dello Stato democratico, che ne impongono l’applicazione” premette Casini, secondo il quale in Senato si intrecciano però “questioni giudiziarie e politiche” e “si segue la vita più impervia, che consente a Berlusconi di ergersi a vittima di persecuzione politica”.

Schifani chiede il voto segreto – “Il parere della giunta del regolamento non è vincolante e chiedo che lei possa intervenire per ristabilire il voto segreto”. La richiesta è del capogruppo del Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, che condivide la richiesta della senatrice Casellati e di Nitto Palma di Forza Italia. Schifani parla di una “interpretazione innovativa” rispetto alla prassi del voto segreto, rivendicando che ”riguarda una persona che ha diritto alla segretezza del voto”.

Bondi, solo popolo può rifondare fondamenta Stato– “La democrazia è stata espulsa dal Parlamento e dalle istituzioni. Solo il popolo può rifondare dalle fondamenta uno Stato democratico”. Lo dichiara Sandro Bondi(FI) in una nota.

De Michelis, è finita come con Craxi – ”Non c’è molta differenza tra le vicende di Craxi e Berlusconi, a parte che il primo scelse l’esilio e il secondo resta in Italia”. A sostenerlo è l’ex ministro degli Esteri, Gianni De Michelis, in una intervista al Mattino, aggiungendo che però il Cavaliere ”fa un ragionamento che non può reggere: vorrebbe una via d’uscita, ma lui è stato condannato, e la legge è uguale per tutti”. ”In questi venti anni – dice – lo scontro tra Berlusconi e i magistrati è stato più politico che giudiziario” e l’unica soluzione al corto circuito giudici-politici ”è una riforma profonda della giustizia”.

Cav in piazza, e’ solo l’inizio – “Scendono in piazza tutti i cittadini consapevoli di quello che sta avvenendo che sono preoccupati, che non lo fanno per difendere me, ma che hanno a cuore il futuro del Paese e la nostra libertà. Credo che la manifestazione sia assolutamente legittima e pacifica e sia solo l’inizio”. Lo afferma Silvio Berlusconi a Studio Aperto.

“No, io ho lavorato bene per il mio paese come imprenditore e uomo di Stato, sono italiano al 100% e sono sceso nel 94 in politica per evitare un destino illiberale e una deriva giustizialista all’Italia, c’era da essere preoccupati. Non ho mai avuto ambizione politica, continuerò a difendere quello che io ritengo il primo dei diritti e cioè la libertà. Lo farò con orgoglio”. “Nelle carte Usa ci sono testimonianze da parte di una ex dirigente di primissimo piano del gruppo Agrama che provano la mia estraneità al meccanismo messo in atto. Io non sono mai stato socio occulto di Agrama ma sono stato anzi parte lesa di questa operazione che ha procurato a Mediaset il danno di numerosi milioni di dollari”. Afferma Berlusconi a Studio Aperto.

”Temo l’arresto? Non saprei. Certo e’ che nei miei confronti c’e’ un odio totale da parte di una magistratura che ha impiantato 57 processi contro di me…”, dice, parlando alla telefonata di Belpietro nel corso della quale ribadisce di non aver mai chiesto ”salvacondotti” e di aver lavorato esclusivamente per il bene del Paese. ”Da qui in avanti gli elettori del centrodestra devono guardare in faccia alla realta’, alla nostra storia e dare il voto ad una sola forza politica”, ha aggiunto Berlusconi.

“Io lavoro incessantemente per avere una situazione non caotica in Italia”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del bilaterale Italia-Russia, a chi gli chiedeva un commento sulla situazione di Silvio Berlusconi e sulle sue ultime uscite. L’Italia e’ un Paese che ha un “drammatico bisogno di crescere”, ha spiegato Letta, e creare posti di lavoro” per “far sì che la ripresa sia agganciata. Il rapporto con la Russia può dare un aiuto in settori strategici come l’industria, il turismo e l’energia”.

Rispondendo ad una domanda sulle parole pronunciate ieri in conferenza stampa da Berlusconi, Letta ha aggiunto di volersi concentrare sui risultati raggiunti nel corso del vertice di Trieste che “possono creare posti di lavoro” ma perché tutto ciò si concretizzi “c’è bisogno di una situazione politicamente non caotica”.

“Berlusconi ha iniziato la campagna elettorale, occhio”. Lo ha detto Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Pd, commentando su Twitter la vicenda della decadenza dal Senato del leader di Forza Italia.
(ANSA)