Debito pubblico italiano si sgonfia, sborsati 60 miliardi all’Europa

13 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il debito pubblico italiano è calato in dicembre, ma resta superiore ai 2,1 trilioni di euro (2.100 miliardi) e in 5 anni di tempo ha visto un balzo del 19,19%.

In dicembre il passivo statale è sceso a 2.134 miliardi dai 2.160 miliardi del mese di novembre, secondo i dati pubblicati da Bankitalia. Palazzo Koch ha rivisto anche la serie storica del debito pubblico dal 2008 al 2013: nel periodo il debito pubblico è salito da 1.671 miliardi a 2.068 miliardi.

Il passivo statale ha segnato un calo su base mensile di circa 26 miliardi. Sul fabbisogno ha inciso per 4,7 miliardi il sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro (13 miliardi nel 2013), spiega Via Nazionale.

In crescita intanto i titoli di Stato detenuti da stranieri. In novembre la somma è salita a 688 miliardi di euro.

Complessivamente nel quinquennio 2010-14 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi dell’area dell’euro è stato pari a 60,3 miliardi: sono stati concessi prestiti bilaterali alla Grecia per 10 miliardi nell’ambito del primo programma di aiuti; il contributo al capitale dello European Stability Mechanism (ESM) è stato pari a 14,3 miliardi (2,9 nel 2014); la quota di pertinenza dell’Italia degli aiuti erogati dallo European Financial Stability Facility (EFSF) è stata pari a 36 miliardi (1,8 nel 2014).

Di questi ultimi, 27,2 miliardi sono stati concessi alla Grecia nell’ambito del secondo programma, 5,2 al Portogallo e 3,5 all’Irlanda.

A proposito di Grecia, l’esposizione complessiva dell’Italia verso il paese indebitato in piena crisi arrivà a 61,2 miliardi secondo i calcoli degli analisti della banca Barclays. Tale esposizione diventa automaticamente a rischio nel caso di ‘Grexit’, ovvero di uscita di Atene dall’euro.

Nello specifico il governo italiano ha contratto con la Grecia 10 miliardi di prestiti bilaterali, 27,2 tramite il fondo salvastati, 4,8 come quota parte dell’operazione Securities Markets Programme del 2012 (l’acquisto di titoli di debito da parte della Bce di cui peraltro beneficiò anche il nostro Paese), 19,2 come passività derivanti dal Target 2 (il sistema di compensazione dei pagamenti fra banche nazionali coordinato dalla Bce che rimarrebbe congelato dalla Grexit).

(DaC)