Debito, instabilità finanziaria, borsa: le cose possono cambiare

23 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia
Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Horo Capital – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

New York – Stiamo per iniziare le nostre esplorazioni con un libro molto importante di Mark Buchanan, chiamato Ubiquità: Perché le catastrofi accadono. Lo CONSIGLIO vivamente a quelli di voi che come me, stanno cercando di capire la complessità dei mercati. Non parla di come investire anche se l’argomento viene toccato, ma tratta della teoria del caos, della teoria della complessità e delle situazioni critiche. E’ scritto in modo tale che tutti possano comprenderlo. Non ci sono equazioni ma solo cose semplici e facili da comprendere, storie e analogie ben scritte www.amazon.com/ubiquity.

Come i bambini, anche noi ci divertiamo nell’andare in spiaggia e giocare con la sabbia. Dovete però ricordarvi di prendere il secchiello di plastica per fare i mucchi di sabbia? Versate lentamente la sabbia in un mucchio sempre più grande, finché un lato della pila inizia a crollare?

Immaginate dice Buchanan, di lasciare cadere su un tavolo uno dopo l’altro dei granelli di sabbia. Ben presto si creerà un bel mucchio. Però alla fine un solo un granello provocherà l’avvio della valanga. Per la maggior parte del tempo la pila sarà piccola, ma poi ad un certo punto inizia a crescere fino a quando qualche lato cede portando il tutto verso il basso.

Ebbene nel 1987 tre fisici di nome Bak, Chao Tang, e Kurt Weisenfeld iniziarono a giocare costruendo dei mucchi di sabbia nel loro laboratorio presso il Brookhaven National Laboratory di New York. In realtà iniziarono ad accumulare sabbia seguendo un processo molto lento, ossia con un granello di sabbia alla volta e per fare questo scrissero anche uno specifico programma. Non è stato così divertente ma è stato abbastanza rapido. Non erano interessati a costruire delle pile di sabbia. Loro erano molto interessati a quelli che vengono chiamati sistemi di non equilibrio.

Da questo hanno imparato alcune cose interessanti. Qual è la dimensione tipica di una valanga? Dopo un gran numero di prove con milioni di granelli di sabbia, hanno scoperto che non esiste un numero tipico. “In alcuni casi il tutto avviene con un singolo granello, in altri con dieci, cento o mille. Altri ancora erano delle pile che sembravano cataclismi che coinvolgevano milioni di granelli e facevano franare l’intera montagna. Quindi in qualsiasi momento e letteralmente qualsiasi cosa a quanto pare potrebbe essere li per verificarsi.”

I crolli delle pile di sabbia sono infatti completamente disordinate nella loro imprevedibilità. Ora, leggete lentamente questo paragrafo tratto da Buchanan. E’ importante farlo in quanto ci crea un immagine mentale che può aiutarci nel comprendere l’organizzazione dei mercati finanziari e dell’economia mondiale. (il grassetto è mio)

“Per scoprire perché [e l’imprevedibilità è tale] dovreste giocare con un mucchio di sabbia, Bak e i suoi colleghi successivamente replicarono il tutto con il loro computer. Immaginate di osservare un cumolo dall’alto e di colorarlo in base alla sua pendenza. Dove è relativamente piatto e stabile il colore è verde, dove è ripido e potrebbe crollare il colore è rosso. Che cosa si vede? Essi hanno scoperto che inizialmente il cumolo sembrava per lo più verde, ma che appena cresceva il verde diventava sempre più rosso. Quindi con più aumentavano i granelli con più si diffondevano i punti di pericolo rosso fino a diventare una struttura completamente instabile. Ecco allora era un primo indizio sulle peculiarità di questo comportamento: un granello che cade su una macchia rossa, tramite un effetto dominio, può causare spostamenti nelle altre zone rosse che sono vicine. Se le aree rosse erano limitate e tutti i punti critici erano ben isolati un singolo granello potrebbe avere solo delle ripercussioni limitate. Ma quando le macchie rosse sono diffuse le conseguenze del granello successivo possono diventare dannatamente imprevedibili. Questo potrebbe innescare solo pochi crolli o potrebbe invece innescare una reazione a catena. Il mucchio di sabbia sembra essere configurato in una condizione di ipersensibilità e instabilità in cui il granello successivo potrebbe innescare una reazione di una qualsiasi dimensione.”

Una stato critico

Questo è un qualcosa che solo un matematico secchione potrebbe amare? Gli scienziati si riferiscono a questo come ad uno stato critico. Il termine stato critico può significare il punto in cui l’acqua diventa ghiaccio o vapore, o il momento in cui la massa critica induce una reazione nucleare, ecc. E’ il punto in cui qualcosa innesca un cambiamento nella natura di base o in un gruppo. Così, (e molto casualmente per tutti voi fisici) ci si riferisce ad un qualcosa che è in uno stato critico (o dovrei usare il termine massa critica) quando vi è l’opportunità per un significativo cambiamento.

“Ma per i fisici, [lo stato critico] è sempre stato visto come una sorta di fenomeno da baraccone e puramente teorico, una condizione diabolicamente instabile e inusuale che si pone solo nelle circostanze più eccezionali [in esperimenti altamente controllati …] Comunque nel gioco del mucchio di sabbia, uno stato critico sembra naturalmente arrivare solo facendo cadere granelli in modo insensato.”

Così si sono chiesti, ma questo fenomeno può avvenire anche altrove? Nei terremoti durante lo spostamento della crosta terrestre o con grandi cambiamenti nell’ecosistema, o come nel caso di un crollo del mercato azionario? “Può la speciale struttura dello stato critico spiegare perché il mondo in generale sembra così suscettibile agli sconvolgimenti imprevedibili?” Potrebbe aiutarci a capire non solo i terremoti, ma anche il perché delle vignette in un articolo di terza pagina in Danimarca potrebbe causare dei disordini in tutto il mondo?

Buchanan conclude così il suo capitolo di apertura: “Ci sono molte sfumature e colpi di scena in questa storia … ma grosso modo il messaggio di fondo è molto semplice: l’organizzazione eccezionalmente instabile dello stato critico in effetti sembra essere onnipresente nel nostro mondo. I ricercatori negli ultimi anni hanno trovato le sue impronte matematiche nel funzionamento di tutti gli sconvolgimenti che ho finora citato [terremoti, eco-disastri, crolli del mercato], nonché nella diffusione di epidemie, la formazione di ingorghi, nei modelli con i quali i manager forniscono le istruzioni agli impiegati in ufficio e in molti altre situazioni. Infine al centro della nostra storia poi abbiamo scoperto che le reti di cose di ogni genere come atomi, molecole, specie, persone e persino le idee hanno una spiccata tendenza ad organizzarsi in modo analogo. Sulla base di questa intuizione, gli scienziati stanno finalmente cominciando a capire che cosa si nasconde dietro i tumultuosi eventi di ogni genere.”

Ora cerchiamo di pensare a questo per un momento. Tornando al gioco del mucchio di sabbia si scopre che come si raddoppia il numero di granelli di sabbia coinvolti in una valanga, la probabilità che è una valanga accada diventa 2.14 volte più probabile. Troviamo un qualcosa di simile nel caso dei terremoti. In termini di energia i dati indicano che i terremoti diventano quattro volte meno probabili, ogni volta che si raddoppia l’energia che rilasciano. I matematici si riferiscono a questo fenomeno come alla “legge di potenza”, uno speciale modello matematico che si contraddistingue rispetto alla complessità del processo del terremoto.

L’instabilità delle dita

Che cosa succede nel nostro gioco? “… Dopo che il cumolo si evolve in uno stato critico, molti granelli sono sul punto di crollare e così questi granelli si collegano ‘all’instabilità delle dita’ qualunque sia la dimensione. Mentre alcune sono piccole, altre si muovono da un punto all’altro della pila creando instabilità. Così la reazione a catena innescata da un singolo granello potrebbe portare ad una valanga di una qualsiasi dimensione, a seconda che quel granello cada da un piccolo, medio o lungo dito instabile.”

Ora, veniamo a un punto critico per la nostra discussione sullo stato critico. Ancora una volta, leggete tenendo a mente i mercati (di nuovo il grassetto è mio):

“In questa dimostrazione semplificata del mucchio di sabbia, la legge della potenza indica anche un’altra cosa: la sorprendente conclusione che anche il più grande degli eventi potrebbe non avere cause particolari o eccezionali. Dopo tutto ogni piccola o grande valanga inizia nello stesso modo, quando un singolo granello cade questo rende il cumolo leggermente troppo ripido in un singolo punto. Ciò che rende una valanga molto più grande rispetto ad un altra non ha nulla a che fare con la causa originale, e nulla ha a che fare con una particolare situazione del mucchio poco prima che questo venga costruito. Piuttosto ha a che fare con l’organizzazione perennemente instabile dello stato critico che rende sempre possibile per il granello accanto provocare un distacco di una qualsiasi dimensione.”

Ora questa idea combacia con alcuni concetti di altri studiosi. In primo luogo con quello di Hyman Minsky (che avrebbe dovuto ricevere un premio Nobel), che sottolinea che la stabilità porta all’instabilità. Più confortevole è una situazione e maggiore sarà la durata di un trend e più drammatica la sua correzione. Il problema con la stabilità macroeconomica nel lungo termine è che si tende a produrre accordi finanziari instabili. Se crediamo che domani e anche il prossimo anno ci sarà la stessa situazione della settimana scorsa e dell’anno scorso, saremo più disposti ad aggiungere debito o a posticipare il risparmio a favore del consumo corrente. Così dice Minsky, più lungo è il periodo di stabilità maggiore è il rischio potenziale di instabilità, quando i partecipanti al mercato sono costretti a cambiare il loro comportamento.

Questa situazione relativa al nostro cumolo di sabbia, ci dice che più uno stato critico si accumula in una economia, o in altre parole, più le “dita di instabilità” sviluppano una connessione con altre, maggiore è il potenziale per un “valanga” di grandi dimensioni.

Stiamo gestendo l’incertezza

O, forse una serie di piccoli shocks diminuiscono la durata del periodo di instabilità, dando al paradossale aumento una forma ancora più evidente di stabilità. Come ultimamente Hunt Taylor ha scritto:

“Cominciamo con quello che sappiamo. In primo luogo questi mercati non si aspettano nulla, tanto quanto attendersi un qualsiasi cosa che non abbiano mai incontrato prima. La loro sorprendente complessità, il numero impressionante di strumenti negoziabili e la loro interconnessione, la velocità della luce con cui l’informazione si muove, il grado in cui il movimento di uno strumento innesca reazioni non lineari con le catene dei derivati collegati e il necessario livello di matematica necessario per poterne definire il loro prezzo, tutto questo da solo esprime il dato di fatto che stiamo navigando in acque inesplorate ….

“Ho oltre 30 anni di esperienza di conoscenza dei mercati, ma questi mi dicono che nonostante la tecnologia e le telecomunicazioni non è possibile fare nulla contro l’avidità umana e l’ignoranza. Penso che continueremo a guidare la macchina in modo sempre più veloce fino a quando non succederà qualcosa di brutto. E penso che questo arriverà come una cometa, da quella parte del cielo notturno dal quale meno ce lo aspettiamo. Si tratta di una vecchia storia.

“Penso che gli shocks arriveranno ma saranno meno intensi e di breve durata. Saranno più difficili da prevedere perché non stiamo più realmente gestendo il rischio. Stiamo gestendo l’incertezza – troppe nuove variabili, ancora più leva su una dimensione che non abbiamo mai visto (qualcosa che stiamo prendendo a prestito). E quando accadrà l’inevitabile le opportunità di acquisto che emergeranno saranno immediatamente colte dalla rapida tecnologica disponibile.”

Un altro modo di pensare è quello di Didier Sornette un geofisico francese, che ha descritto i crolli finanziari nel suo bellissimo libro Why Stock Market Crash (la matematica presente però va di gran lunga al di là delle mie conoscenze!). Egli ha scritto: “Il comprendere in modo preciso il motivo per i quale i prezzi sono crollati non è il problema più importante: un crash si verifica perché il mercato è entrato in una fase instabile e qualsiasi piccolo problema o processo potrebbe aver innescato l’instabilità. Pensate ad un righello retto in modo verticale su un dito: questa posizione molto instabile porterà alla fine alla sua caduta a causa di un piccolo (o la mancanza di un adeguato) movimento della mano o per un qualsiasi piccolo soffio d’aria. Il crollo è fondamentalmente dovuto alla posizione instabile, l’immediata causa del crollo è secondaria”.

Quando le cose sono instabili non è l’ultimo granello di sabbia che provoca il crollo o la leggera brezza che causa la caduta del righello posato sulla punta delle dita. Queste sono le cause di “prossimità”. Sono quelle più vicine che hanno portata al crollo. Il vero motivo però è la causa “remota”, la motivazione che arriva da più lontano. La motivazione più lontana è quella che rappresenta la sottostante instabilità del sistema stesso.

Un sistema fondamentalmente instabile è esattamente quello che abbiamo conosciuto con la recente crisi del credito. I consumatori delle economie del mondo sviluppato siccome si trovavano in un periodo positivo hanno preso i soldi in prestito per qualsiasi tipo di cose. Pensavano che i prezzi delle case sarebbero sempre cresciuti e che il mercato azionario sarebbe tornato al suo vecchio trucco di fare un bel 15% all’anno. E il prendere del denaro in prestito era relativamente economico. Si potrebbe ricevere un prestito a breve termine del 2% sull’abitazione che apparentemente sono aumentate del 15% di valore in un anno, e allora perché non comprarne una adesso e poi rivenderla tra pochi anni?

L’avidità ha poi preso il sopravvento. Questi prestiti rischiosi sono stati venduti in tutto il mondo agli investitori per valori pari a decine e centinaia di miliardi di dollari. E come con tutte le montagne di debito costruite sulla sabbia alla fine le crepe hanno iniziato ad evidenziarsi. Forse è stato un prestito fatto a Las Vegas che ha rappresentato l’ultimo granello di sabbia, noi non lo sappiamo ma a quel punto la valanga si è avviata.

Non potete ricordarvi questo, ma avevo scritto sui problemi del debito legato ai subprime nel 2005 e nel 2006. Ma poi quando il problema in realtà è emerso delle persone rispettabili come Ben Bernanke (il presidente della FED) hanno detto che il problema non era poi così grande e che la ricaduta sarebbe stata “contenuta”. (Scommetto che vorrebbe poter cancellare quella dichiarazione!)

Ma se era contenuta. Essa ha causato il fatto che le banche si sono poi rese conto che quello che pensavano fosse un credito con AAA era in realtà una perdita totale. E le banche guardavano quello che avevano nei loro libri ed erano serene dei loro investimenti nelle altre banche. Quanto erano pessimi? Chi lo sapeva? Dal momento che nessuno ha fatto nulla hanno smesso di prestarsi i soldi l’un con l’altra. Il credito era diventato semplicemente congelato. Hanno smesso di accettare le lettere di credito e questo ha creato un danno al commercio mondiale. Dato che le banche stavano perdendo soldi hanno smesso di fare prestiti alle piccole imprese. I Commercial paper si sono prosciugati. Tutti questi fondi così “sicuri” che le banche si erano create fuori bilancio erano ormai piegati su se stessi (quello che il mio amico Paul McCulley aveva per primo etichettato come il sistema bancario ombra). Ognuno ha venduto tutto quello che poteva, non quello che voleva per poter coprire i propri debiti. C’è stato un vero e proprio panico. Le aziende hanno iniziato a licenziare le persone che a loro volta hanno poi smesso di spendere.

Mentre leggevo di nuovo tutto questo nuovo credo di aver avuto un idea. Questa è una delle ragioni per cui ora abbiamo delle “code così ampie”. In teoria i rendimenti sugli investimenti dovrebbero essere simili ad una curva a campana abbastanza morbida con le estremità che terminano nel nulla. Secondo la distribuzione teorica gli eventi che si discostano dalla media di cinque o più deviazioni standard (“5-sigma eventi”) sono estremamente rari, quelli con 10 o più sigma sono praticamente impossibili – almeno in teoria. Tuttavia in determinate circostanze alcuni eventi sono molto più comuni di quanto ci si possa aspettare, gli eventi con 15-sigma è ancora più raro che succedano nel mondo degli investimenti. Esempi di tali eventi improbabili includono il Long Term Capital alla fine degli anni ’90 e un altra dozzina di bolle nella storia. Ma invece perché il reale mondo degli eventi con elevati sigma è molto più frequente rispetto a quanto ci dice la teoria, un “ampia” distribuzione degli estremi (“code”) è una cosa veramente normale.

Così la formazione di criticità, ossia quelle dita di instabilità continuano ad esserci anche e proprio perché abbiamo una copertura del rischio. Cerchiamo di “stabilizzare” i rischi che vediamo puntellando il tutto con i derivati, con piani di emergenza, con assicurazioni e con ogni sorta di procedura di controllo del rischio. E così facendo il sistema economico è in grado di assorbire dei colpi che solo pochi decenni fa sarebbero stati molto gravi. Distribuiamo i rischi e gli effetti in tutto il sistema.

Ma mentre riduciamo i rischi che conosciamo buttiamo i semi dei prossimi eventi 10-sigma. Sono i rischi improbabili che ancora non si vedono che creeranno la prossima reale crisi. Non è che le dita della instabilità sono stati rimosse dall’equazione si trovano solo in luoghi diversi e che non sono ancora visibili.

Un secondo concetto correlato è dalla teoria dei giochi. L’equilibrio di Nash (dal nome di John Nash, in The Beautiful Mind) è una sorta di strategia ottimale per i giochi che coinvolge due o più giocatori, nel quale i giocatori raggiungono un risultato con un vantaggio reciproco. Se per un gioco vi è un insieme di strategie con la regola che nessun giocatore può beneficiare del fatto di cambiare la sua strategia mentre (se) gli altri giocatori mantengono le loro strategie invariate, allora questo insieme di strategie e dei corrispondenti payoff costituiscono un equilibrio di Nash.

Uno squilibrio stabile

Così si finisce in uno stato critico come quello che Paul McCulley chiama “squilibrio stabile.” Abbiamo “attori” che attuano questo gioco da tutto il mondo legati inestricabilmente insieme in un ampia danza attraverso gli investimenti, i debiti, i derivati, il commercio, la globalizzazione, le imprese internazionali e la finanza. Ogni giocatore lavora sodo per massimizzare il proprio risultato personale e per ridurre la propria esposizione al rischio dato “dall’instabilità della dita.”

Ma Minsky afferma che più si continua tanto più probabile e violenta sarà la “valanga”. In funzione di quante più dita di instabilità saranno costruite. Quanto più questo stato di disequilibrio stabile continuerà tanto più questo diventerà sempre più critico per noi.

Torniamo indietro al 1997. Quando la Thailandia ha iniziato a sperimentare dei problemi. L’esplosione del debito in Asia ha cominciato ad emergere. La Russia è diventata inadempiente rispetto alle obbligazioni emesse. (Incredibile. Era meno di dieci anni fa? Ora la Russia è inondata di capitali. Chi potrebbe anticipare nuovamente un colpo di scena?) Pensate ai paesi periferici piccole dita instabili che hanno incominciato a creare delle crepe e ad incidere nelle economie mondiali. Qualcosa che non si era mai stato visto prima è successo: il rapporto storicamente positivo e logico con le obbligazioni tra i 29 e i 30 anni si è rotto. E poi paese dopo paese si è improvvisamente e inspiegabilmente visto l’inizio di una forte correlazione tra i diversi titoli un evento inaspettato. Un insieme diversificato di debiti era improvvisamente diventato non più diversificato.

Le dita dell’instabilità avevano raggiunto il Long Term Capital Management e avevano quasi messo in ginocchio il mondo finanziario.

Se non fosse per il fatto che ci stiamo avvicinando alle fasi finali del superciclo debito, saremmo già in una fase di robusta ripresa. Ma non lo siamo. E purtroppo abbiamo ancora una lunga strada da percorrere con questo processo di deleveraging. Ci vorranno anni.

Non è possibile prendere in prestito la via d’uscita da una crisi del debito sia che siate una famiglia o una nazione. E troppe famiglie stanno scoprendo questo solo oggi se si perde il lavoro si può perdere la propria abitazione. Le persone che una volta erano considerate meritevoli di credito ora stanno dichiarando fallimento e stanno lasciando la propria casa. Quell’infinito numero di mutui subprime ora stanno saltando e stanno rimettendo di nuovo un sacco di case sul mercato e questo ha causato un forte calo dei prezzi su tutte le case. Questo di conseguenza ha causato un completo crollo dell’industria dell’edilizia e ha provocato un danno a tutti i tipi di attività ad essa correlate, facendo si che sempre più persone abbiano perso il loro lavoro e siano state costrette ad abbandonare le loro case e così via. Le connessioni nell’area dell’immobiliare erano ampie e profonde.

E’ tutto collegato. Abbiamo costruito un castello di sabbia molto instabile ed è crollato ed ora dobbiamo cercare di uscire dal problema. E il problema era il troppo debito. Ci vorranno anni perché le banche possano cancellare i mutui per le case e per gli immobili commerciali e altro ancora, fino a quando non si arriverà ad un livello più ragionevole di debito sia come paese che a livello mondiale.

I mercati obbligazionari più di ogni altra cosa richiedono fiducia. Se la Grecia fa default, quanto si è lontani dal fatto che lo faccia anche la Spagna o il Giappone? (Ora vediamo che la Spagna non è poi così lontana!) Che cosa rende gli Stati Uniti così diversi se non controlleremo il nostro debito? Come Reinhart e Rogoff hanno spiegato quando si perde la fiducia la fine è molto vicina. E questo avviene sempre molto più velocemente rispetto a quanto chiunque si aspetti. Bang! E il castello di sabbia crolla.

Il sistema finanziario globale è tutto collegato. La piccola Grecia ed ora la grande Spagna, ma quanto prima l’Italia e poi anche la Francia (!), non fa una grande differenza che questo arrivi da luoghi lontani dall’Europa proprio come il nostro debito subprime che ha creato una crisi in tutto il mondo. Al sistema finanziario mondiale è stato permesso di prendere troppi rischi, e poi questi si sono distribuiti in lungo e in largo attraverso la fantasia della nuova ingegneria finanziaria e con le operazioni di cartolarizzazione. Molti investitori e fondi pensione hanno pensato che con l’acquisto di un sacco di questi diversi tipi di titoli avrebbero diversificato il rischio, mentre in realtà il medesimo rischio erano praticamente connesso con quasi tutto.

Gli investimenti che non erano normalmente correlati hanno mostrato nuovamente un alto grado di correlazione, proprio come è successo durante la recente crisi proprio quando invece ci sarebbe bisogno di un aiuto dalla diversificazione del rischio. Non vi è alcun motivo di pensare che nella successiva crisi le cose saranno molto diverse. Investire non è facile.

Invecchiando e altri pensieri felici

Martedì scorso abbiamo festeggiato il 95° compleanno di mia madre. C’erano 140 persone al rinfresco e a cena. Sia mio padre che mia madre erano i più giovani di 11 figli così c’erano tutti i miei zii e le zie, e c’erano anche i miei cugini diretti. Io sono quello più “giovane” e ho quasi 63 anni.

Ho visto delle foto di mia madre che non avevo mai visto prima. Era in Germania subito dopo la guerra e ha viaggiato in tutta Europa. Evidentemente mio fratello le ha trovate in una scatola nascosta.

Ha circa 300 cartoline a colori per lo più da tutta Europa che aveva spedito a casa e che poi ha recuperato per documentare i suoi viaggi in tutto il mondo. Questo era il periodo prima di Facebook quando una cartolina era l’unico modo veramente per comunicare. Mi ha fatto riflettere su come cambiano i tempi ma la voglia di comunicare e rimanere in contatto è sempre la stessa.

E’ interessante guardare a come le varie generazioni interagiscono. Sia mia madre che mio padre hanno praticamente smesso di viaggiare quando sono diventati anziani, e così la perdita della mobilità ha definito la loro vita. La mia vita invece è un sogno rispetto a quello che hanno vissuto loro.

Ma molti nella generazione dei Boomer (che sarei io) rimangono di gran lunga più attivi anche man mano che invecchiano. Questo stile di vita in combinazione con i progressi nel campo della medicina e della sanità ci permette di vivere più a lungo e più sani.

Ho smesso di bere (Cold Turkey) quasi esattamente un anno fa e vi devo segnalare che mi sento molto meglio, questa è stata una sorpresa anche per me. Il miglioramento è stato graduale (niente di drammatico), ma se guardo indietro c’è forte differenza qualitativa.

La festa di compleanno di mia madre mi ha ricordato (tra l’altro un sacco di altre cose) che non posso considerare il mio corpo in modo scontato, e che io sono troppo rigido per un (relativamente) giovane come me. Questo deve cambiare. Questa settimana ho semplicemente preso un aereo per una località con una buona palestra e un centro benessere per trascorrere cinque giorni e rompere la routine, con l’obiettivo di essere “in forma” a 63 anni. Un uomo deve conoscere i suoi limiti e i miei devo considerarli una forma di priorità. E quando sarò in viaggio, il tempo per la palestra dovrà stare al primo posto. La mia salute non è qualcosa che voglio dare per scontato.

E con questo pensiero è arrivato il momento di premere il pulsante di invio. Ho intenzione di vivere meglio ed imparare a mettere la musica sul mio iPhone, senza doverlo chiedere ad un amico o ad uno dei miei figli.

Buona settimana,

Il tuo analista che si sta chiedendo per quanto tempo sarà così dura,

John Mauldin

SULL’AUTORE: John Mauldin – www.johnmauldin.com – è un esperto finanziario, autore di best-seller, tra cui l’ultimo Endgame. Ogni settimana, oltre 1 milione di lettori scelgono Mauldin per la sua visione su Wall Street, il mercato globale e la storia economica. La newsletter “Thoughts from the Frontline” fornisce agli investitori in modo gratuito, informazioni imparziali e di orientamento.

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