Creopay: l’italiano indebitato ha in media 380 euro di rate al mese

29 Novembre 2019, di Alberto Battaglia

L’Italia resta un Paese dal debito privato in mano alle famiglie decisamente inferiore alla media degli altri Stati avanzati, con un rapporto sul Pil intorno al 41% secondo la Banca dei regolamenti internazionali.
Le famiglie tedesche, tipicamente grandi risparmiatrici, sono più indebitate di quelle italiane con un rapporto  al 53%. Rispetto ai livelli di fine Millennio, va ricordato che il debito privato italiano delle famiglie sul Pil è più o meno raddoppiato.

Un’indagine della newco Creopay (condotta su 4mila soggetti) ha fotografato quella parte d’Italia che ha contratto debiti. La società è attiva nel sostegno dei privati alle prese con “non performing exposures”, ovvero in difficoltà nella restituzione dei prestiti ricevuti.

Identikit delle famiglie indebitate

Ogni mese gli italiani pagano rate per un valore medio di 380 euro al mese, con punte di 520 in Lombardia e minimi di 250 in Sardegna. Quasi metà di questi debiti si riferiscono all’acquisto della prima casa, anche se il 32% del campione li riconduce all’acquisto di beni durevoli come auto ed elettrodomestici. Un ulteriore 8% cita, poi, le spese sanitarie.

L’indebitamento residuo degli italiani, ovvero i soldi ancora da restituire, ammonta oggi a 35mila euro medi pro-capite, con punte di 48 mila euro a Roma e di 52 mila euro a Milano”, spiega Giorgio Mottironi, co-fondatore e cso strategy officer di Creopay.

Inoltre, il 19% degli italiani paga in ritardo ed il 3% non paga affatto. Nel 95% dei casi, però, il consumatore o l’utente si dice disposto a pagare, pur non essendo grado di farlo perché fino ad oggi sono mancate soluzioni “customer-centric” in grado di adattarsi alla singola complessità.

“Fino ad oggi”, commenta il fondatore e ceo di Creopay, Antonello Fontanelli, “sono mancate soluzioni automatiche che avrebbero permesso di gestire la singola complessità dell’insieme collezionando dati, strutturando informazioni, pianificando azioni ed operando scelte in modo agile”.