Dazi Usa sul Made in Italy: e se fossero un regalo?

4 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

La decisione del governo statunitense, presa a seguito di una sentenza favorevole del WTO, di aumentare i dazi sull’import di alcuni prodotti europei potrebbe, a sorpresa, rivelarsi una buona notizia per le esportazioni italiane e l’economia italiana nel suo complesso.

Ne sono convinti gli esperti di ExportUSA, società di consulenza che aiuta imprese e professionisti a entrare nel mercato americano, che in una nota odierna spiegano che ” l’aumento dei dazi americani colpisce l’olio spagnolo ma non l’olio italiano, il vino francese e il vino spagnolo, ma non quello italiano e alcuni prodotti industriali tedeschi, ma non italiani”.

Alla luce di tutto questo,  le stime indicano che l’aumento dei dazi all’importazione attuato dall’Amministrazione Trump comporterà per l’Italia un calo di esportazioni di 150 milioni di dollari (di formaggi e liquori), mentre genererà un aumento delle esportazioni italiane per 320 milioni di dollari (di vino, olio, beni industriali ed altre categorie di prodotti di minor valore) con una crescita netta di esportazioni italiane per 170 milioni di dollari anno.

Ecco, quindi, secondo la società di consulenza, le conseguenze reali per l’export italiano in America relativamente ai prodotti colpiti dai dazi americani: olio, vino e prodotti alcolici.

Olio d’oliva

Attualmente – si legge nella nota –  i dazi sulle importazioni di olio di oliva in America sono del 10%. Dal 18 Ottobre i nuovi dazi sull’import di olio passano al 35% per la Spagna, ma non per l’Italia.

“Nel 2018 le esportazioni di olio d’oliva dalla Spagna in America sono state pari a 252 milioni di dollari. A seguito dei nuovi dazi americani sull’import di olio dalla Spagna i prezzi al consumatore dell’olio iberico in America aumenteranno in media del 13-14%.
È plausibile che a seguito dell’aumento di prezzo le vendite di olio spagnolo scenderanno e che parte di questo calo sia compensato dall’olio italiano? È ovvio. Vogliamo dire un 20%? Sì, anche perché l’Italia è al primo posto per l’export di olio in America per cui le connessioni commerciali per prendere vantaggio da questa situazione ci sono. Possiamo ipotizzare 50 milioni di dollari di vendite in più per l’olio italiano in America”.

Vino

Per il vino, il piatto è ancora più ricco.”Nel 2018 le esportazioni di vino francese in America sono state pari a un miliardo di dollari a cui si aggiungono 171 milioni di esportazioni di vino dalla Spagna e 90 milioni di dollari per le importazioni di vino tedesco. In totale, le vendite di vino in America di provenienza francese, tedesco e spagnolo ammontano a 1.250 milioni di dollari. Anche qui applichiamo lo stesso ragionamento fatto per l’olio.
È probabile che le vendite di vino italiano in America aumentino per un effetto sostituzione dovuto all’aumento dei prezzi al consumo sul mercato americano del vino francese, spagnolo e tedesco. Ipotizziamo, anche in questo caso, un 20% di effetto sostituzione in ragione dei fortissimi contatti che le aziende vinicole italiane hanno con la distribuzione in America. Il tutto si traduce in un aumento di vendite di vino italiano negli USA pari a 250 milioni di dollari”.

Parmigiano Reggiano e Grana Padano

Il grosso della polemica – si legge nella nota –  è partito dalle associazioni di categoria del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano le cui esportazioni in America sarebbero colpite al cuore dall’aumento dei dazi. Le esportazioni di Parmigiano Reggiano negli USA si aggirano attorno ai 10 milioni di chili all’anno per un valore stimato di 120 milioni di dollari, mentre per quelle di Grana Padano siamo sui 90 milioni di dollari all’anno. In totale stiamo parlando di un fatturato export di circa 210 milioni di dollari.

“Bene – si legge nella nota – ipotizzando di perdere anche il 50% di vendite, siamo a 105 milioni di dollari di perdita di fatturato export. Di sicuro non perderemo tutte le vendite. Il “Parmesan” ed i “Parmesanito” vogliono somigliare al Parmigiano e al Grana, ma non saranno mai la stessa cosa. Ci sarà sempre una parte di consumatori che comprerà il Parmigiano ed il Grana autentico.

Liquori

Infine i liquori, le conseguenze dell’aumento dei dazi sulle esportazioni di liquori italiani in America. Il fatturato totale dell’export di liquori dall’Italia negli USA vale circa 190 milioni di dollari. Anche qui i dazi aumenterebbero del 25%.

“Siamo convinti che l’elasticità della domanda al prezzo per liquori – come ad esempio il Campari o l’Aperol – sia piuttosto bassa. Non ci sono sostituti per questi due prodotti e coloro che apprezzano li apprezzano continueranno ad ordinarlo anche se il prezzo dovesse aumentare. Ciò premesso, comunque, possiamo ipotizzare che l’Italia perda 25 milioni di dollari di vendite di liquori in America per effetto dell’aumento dei dazi”.