Dazi: investitori in ritirata, peggio della crisi. Cina risparmiata

29 Giugno 2018, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) –  I timori di una guerra commerciale preoccupano gli investitori che hanno finito per prelevare 12,4 miliardi di dollari dai fondi azionari globali a giugno, registrando il livello più alto dall’ottobre 2008, nel pieno della peggiore crisi finanziaria.

I dati sono snocciolati dal TrimTabs, una società di ricerche di mercato secondo cui oggi si sta assistendo ad una vera e propria emorragia di denaro degli investitori dai fondi azionari globali a un ritmo mai visto da subito dopo lo scoppio della crisi finanziaria.

Se all’epoca a causare la crisi fu la Lehman Brothers, oggi l’esodo che riguarda i fondi comuni d’investimento e i fondi di scambio, avviene nel timore che la tanto attesa espansione globale si stia esaurendo. Secondo ETF.com, l’ETF dei mercati emergenti di iShares ha registrato in giugno deflussi per 5,4 miliardi di dollari, la maggior parte di tutti i fondi.

“La forza del dollaro statunitense e la persistente sottoperformance sembrano allontanare gli investitori dei fondi dalle azioni non statunitensi”, afferma TrimTabs in una nota.

Come scrive anche la Cnbc, è interessante notare che una delle regioni geografiche a soffrire il più basso livello di paura degli investitori è la Cina, dove i fondi hanno visto un afflusso netto di 150 milioni dollari, anche se l’indice azionario principale della nazione è immerso in un mercato orso, il 20 per cento al di sotto del suo massimo più recente.

Gli investitori, tuttavia, rimangono rialzisti in America Latina, che ha visto 30 milioni di dollari in afflussi agli ETF in giugno, anche se i fondi hanno perso il 10 per cento in giugno e più del 25 per cento da maggio.

Per gli investitori, quindi, la questione principale è se i flussi in uscita altrove possano segnalare qualcosa di più minaccioso o se creano una nuova opportunità di acquisto man mano che le valutazioni diventano più economiche.