Dazi: firmata tregua Usa-Cina, cosa prevede l’accordo

16 Gennaio 2020, di Mariangela Tessa

Dopo due circa di guerra a colpi di dazi, la tanto attesa sigla della “fase uno” dell’accordo tra Cina e Usa è arrivata. Ieri Donald Trump e il vice premier cinese Liu He hanno firmato il mini accordo commerciale fra Stati Uniti, aprendo di una fatto una tregua nella guerra commerciale in atto. La firma è avvenuta nella East Room della Casa Bianca dove, fra gli altri, sono presenti l’ex segretario di stato Henry Kissinger, il consigliere economico del presidente Larry Kudlow, il segretario al Commercio Wilbur Ross, la figlia-consigliere del presidente Ivanka Trump e il marito Jared Kushner.

Che cosa prevede l’accordo

L’accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina prevede che Pechino acquisti ulteriori 200 miliardi di dollari di prodotti e servizi americani. La Cina si impegna inoltre a non lanciarsi in svalutazioni valutarie e a comunicare regolarmente e a consultarsi sul mercato valutario. In base all’intesa a partire dall’1 aprile la Cina consentirà il pieno controllo da parte di società finanziarie straniere.

Gli Stati Uniti si impegnano invece a revocare i nuovi dazi al 15% che sarebbero scattati il 15 dicembre 2019 (congelati in vista della firma) su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti “made in China”. Rimangono in vigore i dazi al 25% su 250 miliardi di dollari di importazioni cinesi, mentre saranno ridotte al 7,5% le tariffe su residuali categorie di prodotti, per un totale stimato in 120 miliardi di dollari di “made in China”.

I dazi esistenti, “saranno rimossi quando la Fase 2 verrà completata” ha spiegato Trump senza intravedere la necessità di una Fase 3.

L’opinione degli esperti

C’è tuttavia  chi scommette che non ci sarà nessuna fase 2. È il caso di Gerard Baker, editorialista ed ex direttore del Wall Street Journal che, nel corso di un pranzo del Gei (Gruppo Esponenti Italiani) a New York, ha sottolineato che “è una cosa buona che ci sia un certo grado di pace dopo la guerra commerciale” sui dazi “durata gli ultimi due anni e mezzo”, ma “rimangono molte domande sull’accordo tra Usa e Cina”.

Ad esempio “Pechino ha promesso che aumenterà significativamente le importazioni di beni americani, cosa che ha già detto più volte in passato ma non ha davvero rispettato”, ha detto Baker. E poi “rimane la grande fonte di tensioni tra i due paesi che non viene eliminata, ossia quella riguardante la tecnologia. Ci sono divergenze in aumento sugli standard applicati da Stati Uniti e Cina, e la questione del 5G”