Economia

Dall’Italia una batteria al grafene tascabile rivoluzionaria

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Si inserisce nei vestiti o persino nella pelle, non occupa spazio e consente di ricaricare i propri apparecchi elettronici in qualsiasi momento e in poco tempo. La batteria al grafene è stata presentata dall’Itt, Istituto Italiano di tecnologia che ha centri in tutta Italia, durante l’ultimo Mobile World Congress di Barcellona. Questa batteria immagazzina energia rinnovabile e la usa per caricare dispositivi portatili come telefonini, tablet oppure le apparecchiature per risolvere problemi di salute.

La batteria al grafene potrebbe sostituire il litio, che alimenta ora i nostri smartphone. Il prezzo del litio è aumentato del 60% in un anno e la sue estrazione coinvolge spesso lavoro minorile in Africa e necessita di volumi d’acqua sottratti alle popolazioni locali. Oltre a ciò, le batterie al litio tendono a danneggiarsi con gli anni e il tempo di ricarica ad aumentare.

Le batterie al grafene vengono prodotte a partire dalla grafite, prodotta con processi a basso costo. La fabbrica più grande in Europa ha sede a Como. Le batterie sono realizzate producendo il grafene in forma di inchiostri. Per il momento, il dispositivo che si ottiene può essere integrato con facilità nei vestiti ed è avvolto da un rivestimento esterno che lo rende resistente all’acqua e lavabile.

Secondo quanto detto dal direttore di IIT Graphene Labs Vittorio Pellegrini a Business Insider Italia nel futuro il grafene potrà anche essere inserito nella pelle e l’energia potrebbe arrivare da quella generata dal movimento del corpo. In questo modo potrebbe alimentare anche apparecchi elettro medicali come un pace maker o un auricolare.