Dal reddito di cittadinanza alla prescrizione, governo sempre più diviso

6 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

Mentre l’Unione europea attende modifiche al disegno di legge di bilancio 2019 presentato dal governo giallo-verde, tra Lega e Movimento Cinque Stelle tira aria di maretta. Che stiano insieme solo perché vincolati dalla realizzazione dei punti contenuti nel contratto di governo lo hanno ribadito in più riprese i diretti interessati ma è proprio su quei punti che oggi nella maggioranza si consuma l’ennesimo scontro.

I punti di attrito in verità sono tanti. In primis il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia dei Cinque Stelle su cui il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti ha affermato che la sua implementazione sarà complicata. Altro punto di discordia le restrizioni sui diritti dei richiedenti asilo volute dal vicepremier Matteo Salvini  e inserite in un decreto sulla sicurezza e l’immigrazione che è attualmente all’esame del parlamento e su cui diversi senatori pentastellati stanno facendo ostruzionismo. l governo ha annunciato così un voto di fiducia sul decreto.

I Cinque Stelle hanno fatto della lotta alla corruzione uno dei loro problemi principali e come parte ciò stanno premendo sulla prescrizione. Il M5S  ha presentato un emendamento alla sua legge contro la corruzione che introduce il blocco della prescrizione dopo il primo grado di giudizio, anche in caso di assoluzione. Significa che, se l’emendamento sarà approvato, una volta superato un primo processo i reati per cui la legge prevede una scadenza non potranno più andare in prescrizione, indipendentemente dalla lunghezza del processo. Giulia Bongiorno, ministro del patito per la pubblica amministrazione della Lega, ha detto che la misura sarebbe “una bomba atomica nei procedimenti penali”. Oggi la notizia che nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera è stato presentato un nuovo emendamento dei relatori M5s, che ribadisce che la prescrizione viene sospesa dopo il primo grado di giustizia con sentenza ma viene cambiato il titolo del ddl Anticorruzione aggiungendo anche “in materia di prescrizione del reato”. Il cambio del titolo è stato fatto nel tentativo di superare le critiche della Lega, contraria a intervenire sulla prescrizione attraverso un emendamento e non con una legge ad hoc.
Intanto mentre al governo si battibecca, i sondaggi suggeriscono che Salvini sarebbe il principale vincitore in caso di elezioni e Di Maio per rimanere in politica dovrebbe cambiare le regole del  Movimento che prevedono solo due mandati come rappresentanti eletti e il vice primo ministro, come molti dei suoi colleghi, è già al suo secondo mandato.