Da lotta all’evasione 45 miliardi in tre anni

3 Agosto 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Finalmente una buona notizia: il governo vuole fare di tutto per migliorare la performance ottenuta l’anno scorso nella lotta all’evasione fiscale, che come è risaputo è uno dei cancri dell’economia e società italiana. Dopo il record di incassi registrato l’anno scorso, il governo punta a ottenere 15 miliardi di euro l’anno nel prossimo triennio dalla lotta all’evasione fiscale, per un valore complessivo stimato di 45 miliardi.

Ma riuscirci non sarà facile e occorre prima cambiare l’Agenzia delle Entrate, che deve diventare maggiormente autonoma in materia gestionale, finanziaria e anche regolamentare, come ha ricordato Sebastiano Callipo, il segretario del Salfi, il sindacato autonomo dei lavoratori finanziari. L’Erario otterrà la somma notevole di incassi tramite versamenti diretti e riscossione a mezzo ruolo.

Sono alcune delle novità previste dalla convenzione firmata da Agenzia del fisco e Tesoro. Il cosiddetto “Cambia verso” da poco introdotto dalle autorità vede l’Agenzia delle Entrate cambiare ruolo, svestire i panni della guardia cattiva e mettere quelli del consulente, che aiuta il contribuente nel pagamento delle tasse.

Insomma, anziché seguire la via americana “punitiva” del bad cop (là chi evade finisce in carcere, vede bloccato il proprio conto corrente e subisce il pignoramento dei beni), il governo italiano ha scelto la strada del good cop. Allo stesso tempo in Usa la pressione fiscale è al 25%, tra le più basse al mondo. Da noi è tra le più alte d’Europa.

Rivoluzionare l’Agenzia delle Entrate

Quello su cui scommette il governo è una sorta di promozione della prevenzione per ridurre il numero di casi di evasione, molto numerosi in Italia. L’asticella degli incassi è stata alzata perché si scommette su: un migliore lavoro settore per settore dell’Agenzia del fisco; un miglioramento della qualità dei servizi offerti ai contribuenti; un incremento dell’efficacia della compliance e delle operazioni di voluntary disclosure per il rientro dei capitali dall’estero.

L’idea è in sintesi quella di migliorare i rapporti con i contribuenti rendendo loro la vita più facile con:

  1. dichiarazioni dei redditi più semplici da compilare,
  2. convincendoli a versare direttamente al fisco.

La novità della convenzione sta anche nelle informazioni preventive che verranno offerte ai contribuenti: dalle 400mila nel 2016 passeranno a 450mila nel 2017 e 500mila l’anno successivo.

Come dimostrano tutti gli ultimi dati ufficiali a disposizione sull’evasione fiscale, gli italiani non amano pagare le tasse. Ma se vengono accompagnati da personale competente – e se viene effettivamente ridotto il carico fiscale, cosa che tarda a materializzarsi – sono più spinti a farlo.

La lotta all’evasione fiscale può partire anche dal basso, a cominciare dai nostri comportamenti quotidiani. L’evasione non è solo quella dei ricchi che parcheggiano conti all’estero in paradisi offshore, ma è anche quella dei piccoli commercianti, negozianti, ristoratori e liberi professionisti. La prossima volta che andate a pagare il conto al ristorante, chiedete lo scontrino.