Economia

Da Germania nuovi aiuti a Grecia, ma la maggioranza non c’è

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Roma – I deputati del Bundestag, la camera bassa del parlamento tedesco, hanno approvato a “larga maggioranza” gli aiuti europei destinati a salvare la Grecia dalla bancarotta, anche se ancora una volta non è stata raggiunta la maggioranza di governo, la cosiddetta “Kanzlermehreit”. Lo fa notare il Tagesspiegel, mentre secondo il sondaggio Zdf-Politbarometer la metà dei tedeschi sarebbe disposta ad affrontare una bancarotta del paese ellenico.

In totale, 473 membri del Bundestag hanno votato a favore degli aiuti (100 contrari, 11 astenuti), una maggioranza, anche se non assoluta, che non ha destato sorprese, dopo l’annuncio dell’opposizione – Spd e Verdi – di votare assieme alla coalizione di maggioranza della cancelliera Angela Merkel (Cdu-Csu e Fdp). Decisamente contraria la Linke, l’estrema sinistra, mentre 23 deputati tra le file della coalizione governativa hanno votato contro o si sono astenuti; altri 10 erano assenti.

Il deputati tedeschi hanno comunque approvato a “larga maggioranza” il pacchetto di misure di alleggerimento del debito ellenico, che consentirà di far ottenere alla Grecia oltre 43 miliardi di euro di nuovi sostegni, deciso questa settimana dall’Eurogruppo dei ministri delle Finanze.

Al bilancio dello Stato tedesco, il pacchetto costerà nel 2013 circa 730 milioni di euro, secondo il giornale berlinese.

Intanto il capo del sindacato tedesco Dgb, Michael Sommer, in un’intervista alla Bild ha chiesto che i beni all’estero degli evasori greci siano congelati, una proposta accolta con favore anche dal presidente della Spd Sigmar Gabriel.

Secondo il sondaggio Zdf-Politbarometer, il 46% dei tedeschi sarebbe pronto ad assumersi la responsabilità di una bancarotta della Grecia, mentre il 43% degli intervistati si è detto a favore di un’estensione del pacchetto di aiuti.
(TMNews)

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Roma – Oggi in Germania il Bundestag ha votato i nuovi aiuti alla Grecia. Anche l’opposizione era d’accordo, dunque gia’ si prospettava un largo via libera all’ennesima tranche, sebbene si sono fatti sentire i no di chi teme i costi eccessivi.

Al vaglio del Parlamento stamani il pacchetto di agevolazioni che dovranno consentire al debito greco di scendere al 124% del Pil nel 2020. Il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble ha presentato ai parlamentari le misure da adottare.

L’Adedy, uno dei due maggiori sindacati della Grecia che raggruppa i dipendenti statali, ha indetto intanto per oggi una nuova astensione dal lavoro, in segno di protesta contro il pacchetto di misure di austerità approvato dal Parlamento ellenico che prevede, fra l’altro, la messa in mobilità di un numero imprecisato di dipendenti statali, condizione considerata indispensabile dalla troika (Fmi, Ue e Bce), per dare via libera alla concessione della nuova tranche di aiuti da 31,5 miliardi di euro alla Grecia.

Oggi e’ anche in programma una manifestazione di protesta nella centralissima piazza Klafthmonos della capitale, mentre per tutta la mattinata saranno in corso le assemblee dei lavoratori per decidere come proseguire la lotta. Anche sul fronte delle Autonomie Locali, proseguono le agitazioni dei lavoratori del settore, che mirano ad impedire la compilazione da parte dei Comuni e alle Regioni delle liste degli impiegati destinati alla mobilità (e quindi la loro messa in cassa integrazione) come richiesto dal ministero della Riforma Amministrativa.

Per oggi la Federazione ellenica dei dipendenti delle Autonomie locali (Poe-Ota), ha indetto una nuova astensione dal lavoro, con una manifestazione in piazza Karaiskaki, davanti alla sede della Federazione, mentre continuano le occupazioni delle sedi comunali e ragionali in molte città del Paese.

Frattanto, anche gli uffici dell’erario resteranno chiusi anche oggi secondo giorno dello sciopero di 48 ore indetto ieri dal Comitato esecutivo del sindacato del settore, Poe–Doy. “Siamo contrari ad ogni progetto di privatizzazione del nostro lavoro, di fusione dei nostri servizi, senza criteri e sopratutto all’abolizione degli uffici dell’erario su alcune isole”, si legge in un comunicato del Poe-Doy. (Agenzie)