Economia, la più grande minaccia “peggio di armi distruzione massa”

14 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Tutto pronto a Davos per il consueto meeting annuale del World Economic Forum, che aprirà i battenti la settimana prossima (da 20 gennaio fino al 23) nel cantone svizzero dei Grigioni, dove saranno presenti oltre 40 capi di governo e circa 2500 tra capi di azienda, accademici, politici e ‘big’ della societa’ civile e delle arti. Dalle indiscrezioni, si apprende che un argomento che sarà affrontato in modo particolare sarà quello dei cambiamenti climatici: che, di fatto, vengono considerati la più grande minaccia per l’economia mondiale.

È quanto trapela da un sondaggio che lo stesso panel ha realizzato, intervistando 750 esperti. Ebbene, dallo studio emerge che la minaccia del riscaldamento globale, ovvero del surriscaldamento globale, è più grave di molti altri pericoli – come armi di distruzione di massa, crisi di approviggionamento dell’acqua, migrazioni di massa involontarie e gravi shock sui prezzi dell’energia.

Larry Elliott del Guardian spiega:

“Il report, preparato dal WEF, in collaborazione con gli esperti sul rischio Marsh & McLennan e Zurich Insurance Group, arriva un mese dopo il raggiungimento dell’accordo a Parigi per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Il World Economic Forum sostiene che aumentano le prove di una connessione tra i rischi e ha citato i legami che esistono tra i cambiamenti climatici e i flussi di migrazione involontaria così come con la sicurezza internazionale, notando che tali fattori hanno avuto spesso “impatti forti e imprevedibili”.

I quattro giorni del summit svizzero saranno dunque l’occasione per fare il check-up al tutt’altro che rassicurante sullo stato di salute economico, geopolitico e climatico del pianeta e per discutere dei rimedi. I riflettori saranno puntati sulla sicurezza, sulla “nuova normalita’” della crescita mondiale, sui prezzi delle materie prime e sul cambiamento climatico.

Oltre che di clima si parlerà anche di ‘Quarta Rivoluzione industriale’, quella imposta dall’era digitale.

“La velocita’, l’entita’ e la natura sistemica di questa trasformazione possono avere un effetto dirompente in tutti i settori. L’obiettivo del Meeting è quello di formulare una comprensione condivisa dei cambiamenti”, ha sottolineato Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Word Economic Forum.

Oltre 300 le sessioni di lavoro previste.  A parlare di economia mondiale a di massimi sistemi finanziari e geopolitici saranno il presidente della Bce Mario Draghi, il direttore generale del Fmi Christine Lagarde, mentre la ‘rivoluzione digitale’ sara’ affrontata da top manager mondiali come Jack Ma di Alibaba e Sheryl Sandberg di Faebook.

Numerosi i leader politici come il premier britannico David Cameron, il premier francese Manuel Valls e il premier turco Ahmet Davutoglu. Grande assente Angela Merkel che, dopo gli assalti di Colonia, ha deciso di non partecipare quest’anno, lasciando il palcoscenico al presidente Joachim Gauck.

Non ci sara’ neanche l’atteso ministro degli esteri nordcoreano Ri Su Yong. Il Forum ha annunciato infatti oggi che ha ritirato il suo invito dopo il test nucleare condotto da Pyongyang la settimana scorsa. Attesi al Forum anche il premier iracheno Haidar Al Haibadi, il presidente afghano Mohammad Ashraf Ghani e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Per l’Ue sara’ presente l’Alto rappresentante per gli Affari esteri Federica Mogherini, oltre a una schiera di commissari, mentre la delegazione Usa includera’ il vie-presidente Joe Biden e il segretario di Stato John Kerry.

L’Italia sara’ rappresentata dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e da quello dell’Economia Pier Carlo Padoan mentre il premier Matteo Renzi, presente lo scorso anno, non figura quest’anno tra l’elenco dei partecipanti. Tra i top manager italiani presenti il presidente e l’ad di Eni, Emma Marcegaglia e Claudio Descalzi, gli ad di Generali Mario Greco, di Intesa SanPaolo Carlo Messina, di Mediobanca Alberto Nagel e il presidente di Telecom Giuseppe Recchi.