Curva rendimenti si inverte: Canada e Australia in recessione

12 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Chi stesse cercando segnali o prove di una recessione economica in Canada o Australia li può trovare sui mercati obbligazionari. La curva dei rendimenti si è invertita nei due paesi. In Canada un simile stato anomalo si registra da almeno quattro settimane.

Nel paese nordamericano i titoli a breve rendono sempre di più, mentre i tassi decennali sono scesi in area 1%. I bond governativi a un anno rendono lo 0,42%, mentre i titoli a due anni lo 0,36%. A cinque anni il debito ripaga interessi dello 0,487%, non troppo più del debito a dodici mesi, mentre a dieci anni rende appena l’1%. Un mese fa il due anni rendeva lo 0,313% e il dieci anni l’1,23%. Il trend è chiaro.

In Australia il titolo a dodici mesi scambia all’1,913% mentre il due anni rende meno, l’1,782%. Il cinque anni non è lontanto dal Bond a un anno, attestandosi all’1,971%. Il decennale di riferimento vale il 2,395%. In entrambi i casi, il debito a un anno rende più del debito a due anni. Il debito a un anno è molto vicino all’inversione di tendenza anche con i titoli di Stato a 5 anni.

Inversione della curva dei rendimenti nei Bond del Canada

Paura default debito e recessione a breve

In pratica è più rischioso fare un credito al governo di Australia e Canada a un anno che a due anni. Così come i ministeri dell’Economia dei due Stati pagheranno interessi più alti per chiedere prestiti a dodici mesi piuttosto che a 24 mesi.

​L’inversione della curva dei rendimenti (leggi la guida di Wall Street Italia) avviene quando il tasso sui Bond a breve rende più del tasso sui Bond a lungo termine​. Normalmente un investimento a lungo termine dovrebbe rendere di più, ma in questo caso gli investitori chiedono un premio più alto per il loro investimento a breve perché temono che il debito faccia default.

E pensare, che come riporta Mike ‘Mish’ Shedlock, uno dei miglior blogger finanziari al mondo secondo la rivista Time, a dicembre il magazine Fortune ha celebrato l’Australia, una delle mete preferite dai ‘cervelli in fuga’ italiani, per essere riuscita a scampare all’ultima grave crisi del 2008-2009. L’economia è riuscita a non sprofondare in recessione da 25 anni. Il 2016 potrebbe interrompere il trend e risultare fatale a Canberra.