Crolla la domanda netta di dollari: ma il mondo non sta a guardare

19 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Quando c’è un driver fondamentale solido a sostegno della price action di una valuta, è difficile modificare il sentiment di mercato, specialmente quando esso è radicato nelle aspettative di politica monetaria – il driver più importante nel mercato FX. Questo spiega perché il recupero di venerdì sia stato così breve: Bernanke ha confermato la volontà di attuare ulteriori misure espansive a novembre.

Anche gli scettici oramai hanno capito che l’economia USA ha rallentato veramente al punto da richiedere ulteriori interventi. Almeno Geithner ha bloccato sul nascere alcune idee radicali come “svalutazioni competitive”, ma questo non riduce la pressione a ribasso sul dollaro che ci sarà fino a novembre.

In questo contesto, l’unica cosa che potrebbe porre un sostegno sotto il dollaro è il meeting del G20. Venerdì e Sabato i banchieri centrali ed i ministri delle finanze si raduneranno per prepararsi per novembre. Quello che si vorrebbe è un compromesso tra USA e Cina sul fronte valutario, ma le chance sono poche. Finchè il dollaro non smetterà di scendere, paesi come Brasile, Korea del Sud e Giappone dovranno intervenire sulle valute per proteggere le proprie esportazioni. Gli USA invece non possono rafforzare il dollaro in un momento di espansione monetaria.

Quindi il G20 probabilmente riuscirà a convenire a qualche accordo sulla riduzione della volatilità sul mercato FX. In base ai TICS di ieri, sembra che in agosto la domanda netta di dollari sia scesa del 50% in agosto, anche se rimanevano in acquisto UK, Cina, Giappone, Brasile e Korea. Però questi dati ancora non ci mostrano gli avvenimenti di settembre (ricordiamo che in agosto il greenback ha avuto un minimo di reazione).

Probabilmente il dato di settembre mostrerà una riduzione notevole di dollari da parte della Cina. Passando all’area euro, ieri abbiamo visto qualche ribasso forse sulla base del disaccordo pubblicamente pronunciato tra Trichet (che non vuole terminare i riacquisti di bond) e Weber (che vorrebbe invece terminare la fase di politica monetaria neutrale-espansiva).

Trichet ha mostrato una inclinazione maggiore verso gli indicatori della crescita dell’Eurozona e sostiene che ci vuole ancora una quantità ragionevole di sostegno per l’economia.

Oggi vedremo lo ZEW tedesco, su cui ci aspettiamo di vedere la situazione attuale sostanzialmente stabile, mentre le aspettative future per l’economia potrebbero essere peggiorate. Inoltre i ministri delle finanze dell’Area Euro si radunano oggi a Lussemburgo e quindi vedremo quali commenti usciranno dal loro meeting.

Passiamo anche alla sterlina che purtroppo ieri ha sofferto parecchio in base alle attese che la BoE seguirà la Fed con un secondo round di espansione monetaria. Solo mercoledì vedremo veramente quanti esponenti della BoE vogliono perseguire la strada dell’espansione; nel frattempo dobbiamo cercare di capire le sorgenti dell’inflazione che tiene in stallo i membri del Monetary Policy Committee poiché la presenza di inflazione si scontra con la volontà di espansione monetaria.

Oggi dobbiamo osservare con cautela anche il Loonie poiché arriva la decisione sui tassi in Canada. Il mercato non si aspetta mutamenti nei tassi, anche perché dall’ultimo meeting le vendite al dettaglio e l’occupazione sono scesi, e oggi lo statement dovrebbe avere un tono più conservativo che altro.

Passiamo all’analisi tecnica dove notiamo come sull’eurodollaro, abbia funzionato il supporto indicato a 1.3780/50. Ci troviamo ora in fase semi-laterale (notate l’ultima trendilne disegnata, quella meno inclinata) con lieve tendenza rialzista che può essere confermata soltanto se non avviene la rottura di 1.3850, altrimenti il supporto chiave torna ad essere il primo indicato.

Il fatto che, si sia creata una configurazione simile, ad un’occhiata distratta, ad un testa e spalle (per far sì che fosse un H&S pulito avremmo dovuto vedere un minimo coincidente con il supporto nero anziché a 1.3830) ci impone comunque attenzione in quanto sappiamo che non tutte le figure tecniche sono sempre “da libro” e possiamo ipotizzare uno scenario laterale per la giornata odierna che potrebbe sviluppare la sua price action tra 1.3775 e 1.4000, che potrebbero essere utilizzati come confini coincidenti con le aree di ipervenduto ed ipercomprato sugli oscillatori e dunque individuati rispettivamente come aree di vendita e di acquisto (sappiamo infatti che se di fase laterale si tratta, questi tipi di leading indicators danno buone indicazioni tecniche).

Il UsdJpy su un grafico a 240 minuti ha rotto a rialzo la media mobile esponenziale a 21 periodi, che ha funzionato perfettamente come resistenza dallo scorso 5 ottobre e che, ricopre lo stesso ruolo dalllo scorso 24 settembre. Potremmo assistere ad accelerazioni che potrebbero portare la quotazione a rialzo di 30 punti, dove incontrerebbe 81.75, livello di resistenza di breve.

In caso di rottura sarà possibile assistere all’attacco di 82 figura ma dobbiamo considerare che oggi verranno rilasciati i dati sull’immobiliare americano con le Housing Starts attese a -3% contro un precedente di +10.5% che potrebbero avere un impatto negativo sul dollaro. I supporti, chiaramente rimangono i minimi prossimi a quello del ‘95.

Sull’euroyen a 4 ore potrebbe avvenire un incrocio di medie a ribasso che ha sostenuto finora il movimento di rafforzamento dell’euro da 108.00 a 113.00, cominciato a metà settembre. L’area che deve essere rotta per far sì che questo avvenga è 112.40/20 e per far sì che sia negato, deve avvenire la rottura a rialzo di quelli che erano i supporti passanti per 113.90-114.00, divenuti ora resistenze.

Come sull’eurodollaro, in caso di continuazione della fase semilaterale (osservabile da grafici a minori time frames) che sta vivendo il cambio, le aree indicate possono essere utilizzate congiuntamente ai giusti oscillatori per impostare strategie contrarian basate sull’ipotesi che possano avvenire delle inversioni proprio a quel livelli che potrebbero far convergere la quotazione verso la mediana individuabile in area 113.70.

Per quanto concerne il cable è bello notare come, sempre su un grafico a 4 ore, una volta rotto il supporto a 1.5915 il cambio si sia mantenuto al di sotto di esso e come, durante i tentativi di rottura di questo livello, ci abbia pensato la media mobile a 21, contenendo perfettamente il movimento.

Potrebbe avvenire anche la rottura di 1.5850, coincidente con la media mobile a 100, che fin’ora ha funzionato come buona linea di supporto dinamico. Possibili obiettivi 1.5800 e 1.5750. Se all’apertura di Londra i traders cercheranno di comprare sterline ed il mercato comincerà a salire, attenzione a 5915.

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