CROLLA GM, FIAT VALE QUASI CINQUE VOLTE DI PIU’

11 Novembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

La bancarotta per General Motors non sembra ormai così lontana: i titoli del colosso di Detroit continuano ad affondare in borsa per il quinto giorno in consecutivo sulla scia dei timori che la casa automobilistica non avrà liquidità sufficiente entro la fine dell’anno. Le azioni Gm valgono ormai meno di tre dollari l’una e la capitalizzazione di borsa è inferiore ai due miliardi di dollari: la Fiat capitalizza quasi cinque volte tanto con i suoi 7 miliardi di euro.


“Le autorità devono intervenire d’urgenza” senza attendere l’insediamento del presidente eletto Barack Obama il prossimo 20 gennaio, afferma il presidente e amministratore delegato Richard Wagoner in un’intervista ad Automotive News, nella quale esclude la possibilità di sue eventuali dimissioni. “Mi chiedo se l’industria americana nel suo insieme può sopravvivere senza sostegno”, aggiunge Wagoner, secondo il quale anche con i tanto attesi finanziamenti pubblici i costruttori di auto statunitensi saranno costretti a proseguire sulla strada di una drastica ristrutturazione se le vendite si manterranno basse.


Per Detroit, capitale dell’auto americana, si prospettano così tempi duri e sfide importanti, forse le più importanti per la sua sopravvivenza. Secondo alcune stime il numero di auto vendute quest’anno negli usa sarà il 25% inferiore al 2007, cioé ai minimi dagli anni ’80. Gm, insieme a Ford e Chrysler, chiede che vengano stanziati 25 miliardi di dollari, ai quali il Congresso ha dato il proprio via libera ma che sono bloccati per ragioni burocratiche. Tale cifra, comunque, sarebbe gia’ ritenuta insufficiente e i vertici delle tre case automobilistiche premerebbero per ottenere 50 miliardi di dollari.


Obama si è espresso favorevolmente sull’ipotesi di aiutare l’industria automobilistica e avrebbe – secondo indiscrezioni – fatto pressioni anche sul presidente uscente George W. Bush affinché si impegni a sbloccare i tanto attesi 25 miliardi di dollari. Bush, da parte sua, avrebbe accolto la richiesta di Obama ma ponendo – secondo le indiscrezioni riportate dal New York Times – alcune condizioni. I leader del Congresso americano hanno scritto al segretario al Tesoro Henry Paulson invitandolo a consentire anche al settore dell’auto di beneficiare del piano da 700 miliardi di dollari.


Secondo alcuni analisti, un’eventuale richiesta di bancarotta da parte di Gm non potrebbe fronteggiare la crisi, in quanto gli istituti di credito sarebbero riluttanti a concedere prestiti anche qualora il gruppo finisca in Chapter 11. Infatti, spiegano, nelle attuali condizioni di mercato Gm dovrebbe richiedere la liquidazione prevista nel Chapter 7. In caso di fallimento di Gm i posti di lavoro persi solo negli usa nel primo anno sarebbero circa 2,5 milioni