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Crisi umanitaria in Grecia: numero record di senzatetto

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SIENA (WSI) – Com’e’ possibile che in un paese ricco tanta gente muoia di fame? Gli standard Ue mostrano chiaramente che la Grecia e’ in piena crisi umanitaria.

Ma gli stati membri dell’area euro non ammetteranno mai che la colpa e’ delle condizioni imposte al governo ellenico per poter concedere ad Atene di accedere ad aiuti esterni.

Il numero di senzatetto e’ salito a livelli senza precedenti per un paese europeo: le stime ufficiose parlano di 40 mila persone. Un record.

Tassi & Congiuntura: in area Euro inizio di settimana con tassi tedeschi pressoché stabili e spread in rialzo in attesa della riunione dell’Eurogruppo e di importanti dati macro in arrivo dalla zona Euro. I ministri finanziari dell’area Euro riuniti ieri hanno affrontato vari temi, come il tasso di cambio, la situazione cipriota e greca e non ultimo la ricapitalizzazione diretta delle banche da parte dell’Esm. Su quest’ultimo punto il neo capo dell’Eurogruppo Dijsselbloem ha dichiarato che potrebbe essere messo un tetto agli strumenti utilizzati dal meccanismo. Su Cipro, Dijsselbloem ha dichiarato che sono allo studio vari elementi e strumenti che possono essere utilizzati per il suo salvataggio. In risposta all’articolo di Ft su Cipro, il portavoce per gli Affari economici e monetari della Commissione ha dichiarato che non c’è nessuna proposta che tratta delle opzioni citate dal quotidiano relative ad eventuali perdite per uninsured bank depositors. La Grecia invece, secondo i ministri finanziari, sta rispettando i suoi impegni, ottenendo così il via libera al pagamento della prossima tranche il 21 febbraio. Il prossimo Eurogruppo previsto per il 4 marzo affronterà il tema Irlanda e Portogallo. Intanto l’agenzia di rating S&P ha alzato l’outlook dell’Irlanda a stabile da negativo dopo l’accordo sullo swap. Oggi attesa l’asta Bot italiana a 12 mesi per 8,5 Mld€ e l’Efsf riapre l’offerta per un titolo a dieci anni fino a 1 Mld€.

In Spagna il presidente della Bce, Draghi, incontrerà i parlamentari, mentre il primo ministro Rajoy terrà un discorso dopo che lo scorso fine settimana ha reso noto la sua dichiarazione dei redditi al fine di calmierare le accuse di corruzione. Negli Usa giornata all’insegna di tassi governativi stabili in un contesto di scambi ridotti come testimoniato dai volumi sul future decennale sui livelli minimi dell’anno. Sul fronte macro, i segnali di ripresa del comparto immobiliare sono stati confermati dall’indice dei prezzi calcolati dall’associazione nazionale degli agenti immobiliari relativo al quarto trimestre. Il prezzo delle case unifamiliari è salito nell’88% delle 152 città monitorate, con un rialzo del 10% allo stesso periodo del 2011. Sul fronte Fed, il discorso tenuto ieri dal vice-presidente, Yellen, ha confermato le intenzioni della Fed di proseguire con l’attuale politica monetaria. Secondo “il braccio destro” di Bernanke, anche qualora venissero raggiunti i livelli soglia su inflazione e disoccupazione stabiliti dalla Fed, non necessariamente la Fed procederà ad un rialzo immediato dei tassi. Secondo la Yellen il problema della disoccupazione dipende principalmente da un problema non strutturale.

Valute: ieri lieve rimbalzo dell’euro/dollaro sulla scia delle dichiarazioni di alcuni esponenti dell’area. Il ministro delle finanze finlandese ha dichiarato che non è preoccupato della recente forza dell’euro. Weidmann, presidente Bundesbank, ha dichiarato che la valuta unica non è seriamente sopravvalutata, aggiungendo che una politica di deprezzamento del cambio potrebbe condurre ad un’inflazione più elevata. Il ministro delle finanze tedesco Schaeuble ha chiesto al G20 di denunciare “la manipolazione dei cambi”, aggiungendo che non ci sono problemi sull’euro nell’area, ma le preoccupazioni sono relative alle potenziali manipolazioni delle altre principali valute. Secondo 3 esponenti anonimi di paesi del G7 citati da Bloomberg, il G7 starebbe considerando la pubblicazione di un comunicato sui cambi questa settimana per ridurre le preoccupazioni legate ad una guerra valutaria globale. Il comunicato potrebbe arrivare prima del G20 del 15-16 febbraio a Mosca.

Per oggi il supporto si colloca a 1,3325 (minimo di ieri), con il successivo collocato a 1,3260. La resistenza passa da 1,3430. Lo yen si è deprezzato verso tutte le principali valute mondiali in seguito al rialzo del listino azionario locale dopo la giornata di festività di ieri ed alle parole del Sottosegretario Usa agli Affari Internazionali Brainard. L’esponente Usa ha dichiarato di supportare gli sforzi del Giappone per uscire dalla deflazione e rafforzare la crescita. Ha infine aggiunto che le nazioni devono astenersi da “svalutazioni competitive”. Verso euro il cross si è riportato oltre soglia 126, con la resistenza più importante collocata a 127,70 questa settimana; il supporto passa da 123,40.

Materie prime: giornata negativa per la maggior parte delle materie prime tranne poche eccezioni come ad esempio il Wti (+1,4%) e lo zucchero (+1,7%). Tra i peggiori ribassi troviamo alcuni agricoli come il cacao (-2,6%), il grano (-2%) e la soia (-1,7%). Il grano è stato penalizzato da dati legati alle esportazioni dagli Usa inferiori alle stime del governo. Giornata negativa anche per i metalli preziosi con l’oro calato sotto i 1650$/oncia. Un motivo potrebbe essere il rallentamento della domanda fisica di metallo a causa della settimana di festività in Cina ed Hong Kong (fino a mercoledì quest’ultimo). Negativi anche i metalli industriali al LME.

Azionario: in calo i listini dell’area Euro in attesa dell’Eurogruppo e sulla scia dei listini statunitensi. I settori maggiormente penalizzati sono stati health care ed energetici L’indice italiano perde lo 0,6% con Telecom Italia peggior titolo. Negli Usa listini azionari sostanzialmente stabili, in una giornata con volumi al livello minimo del 2013 e circa il 20% al di sotto della media degli ultimi tre mesi, complice anche l’assenza di diversi operatori su scala globale per festività. Particolarmente penalizzato il comparto energetico, a fronte del recupero del comparto tecnologico, confermato anche dal rialzo di Microsoft (+1,2%), miglior titolo del Dow Jones. Tornano a calare i mercati emergenti anche se numerose borse ieri erano chiuse per festività nazionali. L’indice MSCI (-0,2%) è calato ai minimi da 6 settimane sulla scia del ribasso delle azioni legate alle materie prime. Forte calo per l’indice turco (-1,8%) a causa dell’esplosione di un’autobomba vicino al confine con la Siria. La borsa indonesiana ha registrato un nuovo record. Questa mattina si sta assistendo ad un rialzo dei listini asiatici ad eccezione della Corea del Sud (-0,3%) penalizzata dalla notizia di un test nucleare nella vicina Corea del Nord.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

FIAT – Calo per il titolo (-2%) dopo che Citigroup ha confermato la raccomandazione sell con target price sceso a 3 euro. Alla base della decisione la difficoltà della società di gestire il proprio debito, destinato a salire ulteriormente se non ci saranno miglioramenti a livello di utile.

SEAT PAGINE GIALLE – Seconda seduta consecutiva in forte rialzo (12%) in scia alle indiscrezioni pubblicate da Milano Finanza, secondo cui una delle soluzioni per mantenere in vita la parte sana dell’azienda potrebbe essere quella di farla confluire nel polo Libero-Virgilio del magnate egiziano Sawiris.

BUZZI UNICEM – la società ha chiuso il 2012 con ricavi pari a 2,81 Mld€ in crescita dello + 0,9% rispetto al 2011. L’EBITDA è risultato pari a 450 Mln€ mentre il debito netto a fine 2012 si attesta a 1,125 Mld€. Il Cda del gruppo, inoltre, in qualità di azionista di maggioranza della controllata tedesca Dyckerhoff con una quota pari al 96,64%, ha deliberato di avviare la procedura che consente di esercitare il diritto di acquisto di tutte le residue azioni ordinarie e privilegiate detenute dagli azionisti di minoranza

BANCO POPOLARE – Il Direttore Generale, Maurizio Faroni, ha dichiarato che l’Istituto ha già completato il piano di funding per il 2013 e il 2014 e la situazione di liquidità della banca è tale da non richiedere un ulteriore ricorso al mercato primario.

BANCO POPOLARE di MILANO – Secondo alcune indiscrezioni del CorrierEconomia, la banca starebbe lavorando attivamente ad un piano di trasformazione della banca in S.P.A. Al progetto starebbe lavorando in prima persona il presidente del consiglio di gestione, Andrea Bonomi.

RCS – Il gruppo editoriale ha annunciato ieri il piano triennale che prevede 800 esuberi (di cui 640 in Italia e 160 in Spagna) e la chiusura, o vendita, di 10 testate.

FINMECCANICA – Stamani mattina è stato arrestato il presidente e A.D. Giuseppe Orsi nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Busto Arsizio con l’ipotesi di corruzione internazionale.

EXOR – Ieri sera la finanziaria controllata dalla famiglia Agnelli ha annunciato il lancio di un’offerta di conversione delle azioni Exor privilegio e Exor risparmio in azioni Exor ordinarie con rapporto 1:1. Il rapporto rappresenta un premio del 10% prima del pagamento del dividendo 2012. L’operazione è condizionata al via libera dell’assemblea.

TELECOM ITALIA – L’agenzia di rating Moody’s ha ridotto di un gradino il giudizio sul debito del gruppo a Baa3 a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi sula riduzione del debito e della debole generazione di cassa. Prima di Moody’s era stata Fitch a rivedere il proprio giudizio a BBB con prospettive negative.

ANSALDO STS – La società del segnalamento ferroviario ha registrato un utile netto di 76 Mln€ nel 2012, in crescita dai 73 Mln€ del 2011, secondo il dato preliminare. Chevreux ha alzato il prezzo target a 8,5 € dai precedenti 7,5 €.

BARCLAYS – la prima banca britannica a riportare i risultati del 2012 ha annunciato tagli alla spesa annuale per 1,7 Mld£ dopo aver chiuso l’anno in perdita. La perdita netta è stata di 1,04 Mld£, molto superiore ai 307 Mln£ previsti dagli analisti. Il CEO Antony Jenkins ha dichiarato che taglierà immediatamente 3700 posti di lavoro.

PEUGEOT – La casa automobilistica francese ha ottenuto approvazione parziale da parte dell’Unione Europea per l’emissione di obbligazioni garantite dal governo per sostenerla in questo momento di crisi. Per ottenere l’approvazione finale la Francia dovrà presentare un piano credibile di ristrutturazione entro sei mesi.

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