Crisi Ucraina: mortai dalle forze di Kiev, ribelli filo russi bombardano villaggio

17 Febbraio 2022, di Alessandra Caparello

Non si placa la tensione tra Russia e Ucraina e la crisi ucraina potrebbe precipitare.  Mentre ieri si preannunciava una possibile ritirata delle truppe russe, oggi i separatisti del Cremlino accusano le forze governative di Kiev di aver usato mortai, lanciagranate e mitragliatrici per attaccare il loro territorio, in violazione dell’accordo previsto per porre fine al conflitto, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Ria.

I due paesi hanno attualmente un accordo di cessate il fuoco. Dal canto suo l’Ucraina ha negato le affermazioni dei media russi e ha accusato i ribelli sostenuti da Mosca di aver attaccato un villaggio nella regione. Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha detto in un tweet che le forze sostenute dai russi avevano attaccato un villaggio in Ucraina orientale, danneggiando le infrastrutture dei civili.

“Il villaggio ucraino di Stanytsia Luhanska è stato bombardato con armi pesanti dal territorio occupato del Donbas. Infrastrutture civili danneggiate”, ha twittato. “Chiediamo a tutti i partner di condannare rapidamente questa grave violazione degli accordi di Minsk da parte della Russia in una situazione di sicurezza già tesa”.

Anche l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Ocse) ha registrato diversi bombardamenti nell’Ucraina orientale nelle prime ore di giovedì, come ha riferito Reuters. L’Ocse ha regolarmente segnalato violazioni del cessate il fuoco in Ucraina orientale durante il conflitto che dura da  otto anni e circa 13.000 persone sono morte nella guerra in corso in Ucraina orientale.

Crisi Ucraina: cosa pensano Nato e Usa

La Duma (parlamento) russa ha votato martedì per chiedere al presidente Vladimir Putin di riconoscere due regioni secessioniste sostenute da Mosca, Donetsk e Luhansk, nell’Ucraina orientale come repubbliche indipendenti. Sia il governo dell’Ucraina che il segretario di Stato americano Antony Blinken hanno detto che una tale mossa equivarrebbe effettivamente a un ritiro russo dagli accordi di Minsk.

Gli accordi di Minsk – progettati per porre fine a una guerra separatista in Ucraina orientale – sono stati firmati dai rappresentanti di Russia, Ucraina, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e separatisti filorussi nel 2014 e 2015. “False affermazioni” potrebbero precedere l’invasione, avvertono gli Stati Uniti.

“Nelle ultime settimane, abbiamo visto funzionari e media russi raccontare numerose storie sulla stampa, ognuna delle quali potrebbe essere usata per servire come pretesto per un’invasione”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price in una dichiarazione ribadendo anche che le affermazioni della Russia su un parziale ritiro delle sue truppe dal confine non sono state verificate dagli Stati Uniti.

“Stiamo facendo tutto il possibile per trovare una risoluzione pacifica alla crisi che il Cremlino ha inutilmente fatto precipitare. Ma questi sforzi saranno efficaci solo se la Russia è disposta a diminuire la tensione”, ha detto Price, “Per essere molto, molto chiari, non abbiamo  visto tutto questo anzi il contrario. Nelle ultime settimane, e anche negli ultimi giorni, più forze russe – non meno – sono al confine, e si stanno muovendo, in modo preoccupante, in posizioni di combattimento”.

Secondo il capo della NATO Jens Stoltenberg “sembra che la Russia continui il suo aumento militare”. Migliaia di truppe russe hanno iniziato a impegnarsi in esercitazioni militari la scorsa settimana in una mossa che è stata ampiamente vista come una dimostrazione di forza da Mosca. Le esercitazioni sono arrivate mentre la Russia ha ammassato più di 100.000 soldati, carri armati, missili e persino scorte di sangue fresco al confine ucraino. La Russia ha ripetutamente negato che sta progettando di invadere l’Ucraina, e ha rilasciato un video che ha mostrato unità militari che tornavano ai loro schieramenti permanenti dopo aver completato le esercitazioni vicino al confine. Ma nessuno crede alla veridicità del filmato.

Anche il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in merito alla crisi ucraina ha detto che non ci sono prove che le forze russe abbiano lasciato il confine, notando che l’intelligence ha suggerito che Mosca stava in realtà costruendo più truppe e attrezzature vicino all’Ucraina. “Non abbasseremo la guardia – resteremo vigili”, ha detto.

Nel frattempo a Mosca è arrivato il ministro degli Esteri Luigi di Maio per incontrare il suo omologo russo, Serghei Lavrov.

“Ciò che voglio dirti anche rispetto alle tensioni al confine orientale dell’Ucraina, tra Ucraina e Russia è che l’Italia è sempre stata impegnata in prima fila per una soluzione diplomatica e si può contare sull’Italia per raggiungere una soluzione diplomatica”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio al suo omologo russo Serghei Lavrov prima di iniziare il bilaterale a Mosca. “Siamo tutti impegnati per una soluzione diplomatica e ciò significa escludere qualsiasi tipo di sanzioni” a Mosca, ha aggiunto Di Maio. “Siamo pronti a partecipare a meccanismi di deterrenza, ma speriamo non sia necessario”.