Economia

La crisi? L’hanno pagata soprattutto i 40enni

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Nel corso degli ultimi decenni la distribuzione della ricchezza non solo si è concentrata sempre di più, ma lo ha fatto penalizzando prevalentemente le due generazioni più recenti: la Gen X e quella dei Millennial.

Secondo quanto emerge dai dati di un recente rapporto della Federal Reserve la quota di ricchezza detenuta dai Millennial negli Stati Uniti è rimasta pressoché piatta negli ultimi dieci anni. Attualmente la generazione nata alla fine del XX secolo detiene 3,2% della ricchezza, mentre i Baby Boomer, quando avevano la stessa età dei Millennial di oggi, ne possedevano circa il 21%.

Al di là degli aspetti generazionali colpisce soprattutto osservare come, negli ultimi vent’anni circa, la quota di ricchezza sia drasticamente scesa fra i soggetti di età compresa fra i 40 e i 54 anni (grafico sotto).

Se all’inizio del 2000 chi si trovava in quella fascia d’età centrale età disponeva del 35,8% della ricchezza americana, ora, invece, tale quota si è ridotta al 20,7%. Una riduzione, dunque, del 42,5%. Anche i più giovani hanno dovuto fare i conti con questo fenomeno: gli under 40, a inizio millennio, avevano in mano il 9,6% della ricchezza, oggi il 6,7% (ovvero il 30,2% in meno).

 

Un altro fenomeno interessante sulla crisi economica della “mezza età” è costituito dal sorpasso degli over 70 sui 40-54enni in termini di distribuzione della ricchezza, avvenuto intorno al 2015. Parte delle cause potranno essere dovute al progressivo invecchiamento della popolazione (che vede gli anziani sempre più numerosi in rapporto ai giovani). E’ probabile, però, che un ruolo l’abbia giocato anche la difficoltà nell’inserimento del mondo del lavoro, e le crescenti disparità nelle retribuzioni, negli anni della crisi e in quelli successivi. In quegli stessi anni, negli Usa, sono aumentati il costo della vita in termini di edilizia abitativa e il costo dei prestiti agli studenti, afferma Business Insider.

Queste dinamiche invitano a riflettere sul grande passaggio di ricchezza che avverrà, non già sotto forma di redditi da lavoro, ma di eredità. Una ragione in più per pianificare attentamente eventuali successioni, consapevoli che potrebbero avere un peso ben più significativo rispetto al passato.