Cigno nero: crisi Arabia Saudita rischia di far crollare greggio a $25

23 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – La ripresa dei corsi petroliferi non basta. L’Arabia Saudita sta affrontando una crisi di liquidita’, conseguenza del crollo dei prezzi del petrolio degli ultimi anni, che non ha precedenti nella storia del paese. Una crisi che e’ il risultato della fuoriuscita dei capitali stranieri dal paese e che sta avendo nefaste per le casse dello stato. Tutto questo mentre i tassi interbancari hanno iniziato a salire, raggiungendo i massima dalla crisi di Lehman nel 2008.

In questo contesto, come riporta un articolo del Telegraph, gli analisti di Societe Generale consigliano ai clienti di vendere la valuta locale, il riyal, scommettendo che il paese sarà costretto ad abbandonare il cambio fisso con il dollaro un gesto che può avviare una spietata battaglia per la suddivisione del mercato petrolifero mondiale.

A questo proposito, Francisco Blanch, analista di Bank of America, prevede che la rottura del’aggancio al dollaro sarebbe un “evento cigno nero” (evento difficile da prevedere, ndt) e causerebbe un collasso dei prezzi petroliferi fino a 25$ al barile.

Nel frattempo, le riserve estere dell’Arabia Saudita stanno ancora diminuendo di 10 miliardi di dollari al mese, nonostante una rinegoziazione dei bond e dei “prestiti sindacati” per aiutare a tamponare il grave deficit di spesa.

Le riserve rimaste nel paese ammontano a 582miliardi di dollari, sono in teoria ampie, se fossero davvero liquidabili, ma questo non è il nocciolo della questione. Il problema per la banca centrale saudita (SAMA) è che questo svuotamento delle riserve rischia di dare il via a una politica monetaria restrittiva.

In questo contesto, e’ di qualche giorno fa la notizia, impensabile fino a poco tempo fa, che il governo dell’Arabia Saudita sta valutando di utilizzare titoli di Stato o “pagherò” per coprire una parte dei versamenti dovuti agli appaltatori, così da limitare l’impatto dei problemi di liquidità.

Nel 2015 Riad ha registrato un deficit record di 97,9 miliardi di dollari, pari al 15% del Pil. Il rilancio dell’economia saudita è stato affidato al progetto «Vision 2030» che, prevede, tra le altre cose, la privatizzazione di una parte del gioiello della corona: la compagna petrolifera Saudi Aramco.