Criptovalute, Commissione Ue al lavoro su nuova regolamentazione

24 Settembre 2020, di Alberto Battaglia

La Commissione europea, organo che detiene il potere di iniziativa legislativa nell’Ue, sta mettendo a punto un progetto per la regolamentazione delle criptovalute. Lo ha anticipato il vicepresidente dell’esecutivo Ue, Valdis Dombrovskis, in un intervento rilasciato alla Cnbc.

Obiettivo della legislazione attualmente in cantiere sarà quello di mitigare “ogni possibile rischio” collegato all’uso delle criptomonete, tenendo presente che il “futuro della finanza è digitale”.
La necessità di un provvedimento di respiro comunitario si pone con forza, data l’ubiquità di questi strumenti di pagamento (e di investimento speculativo). La legislazione Ue permetterà, pertanto, di ridurre la frammentazione delle regole in questa materia, ha spiegato Dombrovskis. Le società che saranno autorizzate ad operare con criptovalute nel blocco europeo, potranno così esercitare tale facoltà in tutti i 27 Paesi membri.

Un capitolo particolare sarà dedicato alle cosiddette “stablecoins”, criptomonete che nascono con l’obiettivo dichiarato di ridurre la tipica fluttuazione del valore in rapporto alle monete tradizionali. Quest’ultimo aspetto, infatti, ha sempre agito come un ostacolo all’adozione di monete come il Bitcoin per le compravendite di beni e l’acquisto di servizi (al di là di casi particolari).

La certezza del mantenimento del valore nel tempo è, ad esempio, una delle caratteristiche chiave di Libra, la moneta digitale annunciata da Facebook e ancora in attesa di realizzazione.

Prima che il progetto delineato dalla Commissione Ue possa tradursi in pratica, tuttavia, ci sarà da aspettare. “Il processo legislativo richiederà tempo, almeno un anno, probabilmente di più, a seconda di quanta priorità sarà data sia dagli Stati membri sia dal Parlamento europeo”, ha precisato Dombrovskis.

Torna in agenda la Capital markets union

Fra i progetti introdotti nel cantiere della Commissione europea, inoltre, Dombrovskis ha citato l’Unione dei mercati dei capitali (Capital markets union), da anni in agenda ma mai concretamente realizzata. Si tratta di un progetto che, fra le altre cose, “aprirebbe alle imprese una più ampia scelta di finanziamenti a costi inferiori e fornirebbe, in particolare alle Pmi, i finanziamenti di cui hanno bisogno”.
“Il progetto dell’Unione dei mercati dei capitali è antecedente alla Brexit, ma la Brexit e il fatto che il più grande centro finanziario dell’Ue stia lasciando il mercato unico significa che abbiamo un motivo in più per andare avanti concretamente con l’unione dei mercati dei capitali “, ha concluso Dombrovskis.