Criptovalute, si infiamma guerra tra Coinbase e Wikileaks

23 Aprile 2018, di Livia Liberatore

Wikileaks lancia via Twitter un boicottaggio globale di Coinbase. La piattaforma di scambio di criptovalute statunitensi ha deciso di sospendere l’account di WikiLeaksShop, il negozio di articoli online ufficiale di Wikileaks, che vende beni e prodotti come magliette, felpe e cappellini per aiutare l’organizzazione a continuare le proprie operazioni.

Wikileaks, nota per essere stata al centro di una lunga serie di scandali internazionali ancor prima delle elezioni presidenziali del 2016, non ha preso bene la decisione e ha già minacciato il boicottaggio la scorsa settimana. L’annuncio della sospensione non è stato confermato da Coinbase ma ha agitato la community di Bitcoin. Secondo una nota che Wikileaks afferma di aver ricevuto da Coinbase, i regolamenti finanziari del governo degli Stati Uniti sarebbero una delle ragioni della sospensione.

“Il nostro interesse primario è quello di rendere la criptovaluta sicura per i nostri utenti. Coinbase è un’organizzazione Money Services Business regolata da FinCEN, e per raggiungere questo obiettivo siamo obbligati per legge ad implementare meccanismi di conformità regolativa. Dopo un’attenta revisione, crediamo che il vostro account abbia fatto un uso proibito violando i nostri Termini e Condizioni e ci dispiace informarvi che non vi daremo più accesso al nostro servizio”, si legge nella nota pubblicata su Twitter da Wikileaks.

Nel testo non si legge però alcuna indicazione su come Wikileaks abbia violato queste regole. La sospensione da parte di Coinbase non impedirà a Wikileaks di accettare pagamenti o donazioni tramite Bitcoin, ma l’organizzazione potrebbe dover dedicare più risorse alla gestione dei suoi account, e potrebbe trovare molto più difficile convertire Bitcoin in valute come il dollaro.