Criptovalute: arriva il condono del governo. Ecco di cosa si tratta

25 Novembre 2022, di Alessandra Caparello

Tra le varie misure introdotte dalla legge di bilancio 2023 ne troviamo una particolarmente interessante, ossia una sorta di sanatoria per le criptovalute. Al momento una normativa chiara ed esaustiva sulla tassazione delle criptovalute, non c’è. Esistono orientamenti forniti nel corso del tempo dell’Agenzia delle Entrate. Ora la manovra del premier Meloni, più che fornire un quadro chiaro sulla tassazione, offre un condono.

Criptovalute: il condono del governo

Finora per prassi l’Agenzia delle Entrate ha equiparato le valute virtuali a quelle estere, assoggettando le conversioni all’imposta del 26%.

Ebbene nella legge di bilancio 2023 si legge che chi ha realizzato dei guadagni con le criptovalute, ma non li ha mai denunciate al fisco (nel quadro RW della dichiarazione dei redditi), potrà ora mettersi in regola.

Come? Pagando un’imposta sostitutiva del 3,5% a cui va aggiunto un altro 0,5% delle somme a titolo di interessi e risarcimenti. I versamenti potranno inoltre essere rateizzati in un triennio, partendo dal 30 giugno 2023. Come scrive “Il Fatto Quotidiano”, facendo due rapidi calcoli:

“Solo nel 2021 ad esempio il valore di un bitcoin è passato da 7.340 euro a ad oltre 40 mila con un guadagno di circa il 400%. Chi invece, pur non avendo mai dichiarato il possesso di valute digitali, non ha realizzato alcun profitto potrà farle emergere versando solo la sanzione dello 0,5%”.

Tra le altre misure previste dalla manovra troviamo che la tassazione sulle plusvalenze dalla vendita fissata al 26% (come per le tradizionali attività finanziarie) ma con la possibilità di versare un’imposta sostitutiva fissata al 14% del valore dell’asset così come valutato dal mercato il 1° gennaio 2023. Introdotta anche un’esenzione, franchigia di 2.000 euro, al di sotto della quale le plusvalenze e gli altri proventi (o minusvalenze) in cripto-attività nella loro più ampia accezione saranno da considerarsi fiscalmente irrilevanti. Infine, l’imposta di bollo sul valore degli asset detenuti. La riscossione, in questo caso, è delegata all’Agenzia delle Entrate, che dovrà intervenire definendo le modalità dopo l’entrata in vigore della legge di bilancio.