Credito al consumo in forte ripresa, il punto di Savino Bastari (BCC CreditoConsumo)

10 Maggio 2022, di Massimiliano Volpe

La ripresa dell’economia e dei consumi ha favorito anche il settore finanziario e in particolare quello del credito al consumo. Per capire i possibili scenari ne abbiamo parlato con Savino Bastari, direttore generale di BCC CreditoConsumo, la società finanziaria del Gruppo BCC Iccrea.

 

Dott. Bastari, avete appena comunicato i risultati di bilancio del 2021. Come è andata?

Abbiamo chiuso lo scorso esercizio con un utile netto di 19,56 milioni, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente. Nel 2021 la produzione prestiti personali è risultata la migliore di sempre raggiungendo i 461,5 milioni di euro che, con un +39%, è in netto aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita è superiore alla media di mercato, che vede per il segmento dei prestiti personali uno scostamento del +27,1% sui volumi di finanziato rispetto all’anno precedente, secondo i dati Assofin. Questa differenza è ancora più accentuata se riferita al confronto con il 2019 per il quale BCC CreditoConsumo registra un incremento del 7% circa rispetto alla performance del mercato prestiti personale che segna un -15,9%. È stato inoltre importante per il conseguimento del risultato complessivo il contributo derivante dalla partnership in ambito Cessione del Quinto con Pitagora.

Il raggiungimento di tali traguardi è il frutto del lavoro di squadra con le BCC del Gruppo BCC Iccrea e della loro forte relazione con i clienti. In questo caso potremmo dire che si tratta di un’operazione win win win.

 

A quale tipologia di acquisti viene generalmente dedicato il prestiti personale?

Generalmente il prestito personale può servire non solo per l’acquisto di beni ma per la realizzazione di veri e propri progetti per se stessi e la propria famiglia. Nel nostro caso l’importo medio erogato ammonta a circa 13.000 euro. Dei 461 milioni di euro erogati lo scorso anno il 94% è stato realizzato attraverso il canale bancario mentre il restante 6% attraverso il canale online.
Vorrei precisare che per noi la digitalizzazione è un percorso non solo legato al web, ma anche al canale distributivo delle Banche dove segnaliamo che circa l’86% delle pratiche sono firmate digitalmente dalla clientela.

Per il 2022 che obiettivi vi siete posti?

Ci siamo posti degli obiettivi molto sfidanti, vogliamo continuare a crescere e i fatti ci stanno dando ragione. Nei primi 4 mesi del 2022 abbiamo messo a segno progressi non solo nel mondo del prestito personale ma anche nella cessione del quinto dove stiamo crescendo a tripla cifra. Per l’intero 2022 rimangono però le incognite legate alle ripercussioni del conflitto in Ucraina per le quali è impossibile fare delle previsioni.

Il settore del credito al consumo continua a crescere nonostante la grande liquidità parcheggiata sui conti correnti dagli italiani. A cosa è dovuta questa tendenza?

Non vedo nessuna incongruenza e non bisogna confondere le due cose. La liquidità deve essere considerata una forma di investimento quindi una riserva di valore a breve termine che viene mantenuta per il futuro in attesa di altri investimenti. Il finanziamento che noi eroghiamo serve invece per sostenere i progetti delle famiglie consumatrici.