Crac banche: vicino l’accordo con Ue per rimborsi a risparmiatori

5 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Vicino l’accordo tra la Commissione Ue e l’Italia sulla questione dei rimborsi agli obbligazionisti subordinati vittime del crac delle quattro banche, Banca Marche, Banca Etruria, CariFerrara e CariChieti.

Ad annunciarlo è stata la commissaria UE alla concorrenza Margrethe Vestager che sottolinea come la cosa importante per l’Ue sia verificare che non ci sia stata alcuna frode.

“Sono in corso discussioni costruttive tra la Commissione Ue e le autorità italiane. Abbiamo concordato importanti parametri e ora l’implementazione è nelle mani dell’Italia (…) l’importante per noi è capire se c’è stata frode, e lo si può stabilire in diversi modi. Con le autorità italiane stiamo discutendo di come (la frode, ndr) possa essere stabilito visto che e Bruxelles ha l’obbligo di controllare che non ci siano aiuti di Stato che entrano dalla porta sul retro”.

Lo scorso 30 marzo sono scaduti i termini definiti dalla Legge di stabilità per l’attuazione del Fondo di solidarietà di 100 milioni a carico del Fondo interbancario di garanzia con lo scopo di risarcire i correntisti delle quattro banche che avevano perso i loro investimenti. Si è così deciso di trovare un accordo con la Ue per il rimborso di tutti i risparmiatori. Per ora i dettagli non sono stati ancora definiti, ma in sostanza lo scopo della trattativa sarebbe quello di consentire un indennizzo rapido, che riduca i tempi tecnici degli arbitrati, ma che non aggiri le regole della condivisione degli oneri stabilite dal “bail in”.

I rimborsi scatterebbero comunque dopo la pronuncia di un collegio arbitrale, che però non andrebbe a esaminare caso per caso le singole pretese. Dinanzi ad alcune e determinate fattispecie comuni come l’eccessivo peso delle obbligazioni nei loro portafogli, l’assenza delle firme dei clienti sui contratti, l’errata qualificazione delle capacità degli investitori, scatterebbe il rimborso.

“Se c’è stata la vendita di obbligazioni in condizioni non corrette, perché qualcosa di non corretto in Italia è avvenuto, ciò può essere stabilito in modi diversi e stiamo discutendo appunto di come farlo”.