Covid, quando finirà? Una ventata di ottimismo arriva dall’Ocse

21 Settembre 2021, di Mariangela Tessa

La domanda che si pongono in molti è quando finirà l’emergenza legata al Covid. Una ventata di ottimismo è arrivata oggi sul fronte economico dall’Ocse che ha rivisto sensibilmente al rialzo la stima di crescita del Pil italiano nel 2021 al 5,9% dal 4,5% ipotizzato nell’outlook di maggio.
Si tratta di un ribalzo doppio rispetto a quello ipotizzato per la Germania (+2,9%, da +3,3%). Le cose cambiano nel 2022 quando l’economia tedesca avrà un ritmo leggermente superiore: 4,6% contro il 4,1% atteso per l’Italia.

Sul fronte dei prezzi, l’Ocse vede l’inflazione all’1,6% sia quest’anno che il prossimo con un aumento delle stime rispettivamente dello 0,3% per il 2021 e dello 0,6% per il 2022. La componente core è vista al +0,7% quest’anno (dal +1,2% di maggio), in aumento a +1,2% il prossimo (da +0,8%).

Le stime Ocse per il post Covid

Torniamo alla crescita prevista dall’Ocse nel dopo Covid. Più veloci dell’Italia, sempre secondo i calcoli dell’Ocse, saranno nel 2021  Francia (+6,3%) e Spagna (+6,8%): stime alzate rispettivamente dello 0,5% e dello 0,9%, mentre l’anno prossimo l’economia transalpina crescerà al ritmo del 4% e quella spagnola del 6,6%.

Complessivamente  il Pil dell’Eurozona segnerà una crescita del 5,3% nel 2021 (alzata dal +4,3% dell’outlook di maggio) a cui seguirà un’espansione al ritmo del 4,6% nel 2022 (da +4,4%).

Allargando la lente oltre i confini europei, la crescita globale e la progressiva uscita dall’emergenza Covid dovrebbe crescere al ritmo del 5,7% nel 2021 per poi rallentare al 4,5% nel 2022.  Per quanto riguarda gli Stati Uniti invece le proiezioni sono per un +6% quest’anno (rivista al ribasso da 6,9%) e un +3,9% il prossimo (da +3,6%).

Dietro il boom di crescita del 2021, secondo gli esperti dell’Ocse, ci sono le forti misure di sostegno, l’andamento della campagne di vaccinazione contro il Covid e la ripresa graduale di molte attività economiche, in particolare nel settore dei servizi. Tuttavia gli indicatori più recenti puntano a una perdita di slancio e un andamento disomogeneo fra i vari paesi.

Il Pil globale – si legge nel rapporto – ha ora superato il livello pre-pandemia, ma la produzione a metà del 2021 era ancora inferiore del 3,5% rispetto a quanto previsto prima della pandemia. Questo rappresenta un deficit di reddito reale di oltre 4.500 miliardi di dollari ed e’ sostanzialmente equivalente a un anno di crescita della produzione globale in condizioni normali.

Sono state tagliate infine a +6,7% da 7,2% la proiezione 2021 per il Regno Unito, che nel 2022 è atteso a +5,2% (da 5,5%) mentre restano invariate le stime per la Cina, rispettivamente a 8,5% e 5,8%.