Covid ha bruciato 600 mila posti, disoccupazione risale all’8,8%

30 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Il Coronavirus ha spazzato via 600 mila posti di lavoro in Italia.

È un bilancio pesante quello tracciato da febbraio a fine giugno dall’ISTAT, che ha messo in evidenza nello stesso periodo una diminuzione pari a circa 160 mila unità delle persone in cerca di lavoro 160 mila, a fronte di un aumento degli inattivi di oltre 700 mila unità.

“Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione – scrive l’Istat – hanno determinato un calo rilevante rispetto al mese di giugno 2019 (-3,2% pari a -752mila unità), che coinvolge entrambe le componenti di genere, i dipendenti (-613mila), gli autonomi (-140mila) e tutte le classi d’età; l’unica eccezione risultano essere gli over50 (+102mila)”.

Torna a salire tasso di disoccupazione

A giugno – spiega l’istituto di statistica – il tasso di disoccupazione in Italia risale all’8,8%, in aumento di 0,6 punti rispetto a maggio e, tra i giovani, al 27,6% (+1,9 punti).

A giugno, la diminuzione dell’occupazione su base mensile (-0,2% pari a -46mila unità) coinvolge le donne (-0,9% pari a -86mila), i dipendenti permanenti (-0,4% pari a -60mila) e gli under50, mentre gli occupati aumentano tra gli uomini (+0,3% pari a +39mila), i dipendenti a termine, gli indipendenti e gli ultracinquantenni.

Nel complesso, il tasso di occupazione scende lievemente, attestandosi al 57,5% (-0,1 punti percentuali).

L’aumento delle persone in cerca di lavoro è consistente (+7,3% pari a +149mila unità), riguarda soprattutto gli uomini (+9,4% pari a +99mila unità, contro il +5,0%, pari a +50mila, delle donne) e interessa tutte le classi di età.