Covid-19: oltre 3 milioni di famiglie hanno perso più del 50% del reddito

21 Aprile 2020, di Alessandra Caparello

Con il lockdown e la chiusura delle attività commerciali, milioni di italiani sono chiusi in casa il che ha portato ad un crollo delle loro disponibilità economiche.
Come emerso dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, il 58,6% dei rispondenti, pari a 10.800.000 famiglie, ha dichiarato di aver visto calare il proprio reddito a causa della situazione, con una riduzione media complessiva stimata per questo sotto-campione pari a circa il 60% delle entrate.

Calo dei redditi più forte al Sud

Andando nel dettaglio, il 12,1% degli intervistati, equivalenti a circa 2.223.000 famiglie, ha dichiarato di aver visto sparire più del 50% del reddito familiare e il 6,4% (1.179.000 famiglie) ha addirittura ammesso di aver perso il 100% delle entrate.
Il calo dei redditi ha colpito tutto il Paese, ma soprattutto il Sud e le Isole risultano più colpite con i rispondenti che hanno dichiarato di aver perso il 100% degli introiti economici della famiglia il 7,5% dei rispondenti, mentre ha subito una riduzione superiore ad oltre la metà delle entrate di casa il 12,7% di chi ha partecipato all’indagine.

Le categorie professionali più penalizzate

Analizzando i dati in base alla professione dei rispondenti, la crisi da COVID-19 ha colpito più duramente le famiglie di liberi professionisti, piccoli e medi imprenditori e lavoratori autonomi.
Il 23,6% ha detto di aver ridotto di oltre il 50% il reddito familiare e il 12,1% ha addirittura dichiarato di avere perso tutte le entrate economiche.
La percentuale di chi, tra queste tipologie di lavoratori, ha visto sparire l’intero reddito è doppia rispetto alla media nazionale (6,4%) e tripla se confrontata con quella di chi è assunto con un contratto da dipendente (3,8%).

Quasi un autonomo su 4 (23%) ha dichiarato di essere già oggi in difficoltà economica e addirittura più di uno su 2 (52%) ha ammesso di potercisi trovare a breve se le cose non miglioreranno (a fronte di una media nazionale pari al 38,7%).

La reazione degli italiani alla crisi

L’indagine ha anche analizzato come gli italiani stanno affrontando la situazione. Più della metà delle famiglie (53%) sta adottando dei comportamenti ad hoc per fronteggiare, da un punto di vista economico, l’attuale momento.
Il 28,5% dei rispondenti, pari a 5.269.000 nuclei, ha dichiarato di aver fatto ricorso ai propri risparmi, mentre il 21,8% ha cercato di ridurre le spese legate al cibo, la voce di costo che in questo momento risulta essere con molta probabilità quella più semplice su cui intervenire.

In merito alle altre spese domestiche, il 16,6% dei rispondenti si è impegnato nel ridurre i costi delle principali voci di spesa di casa cercando di risparmiare, ad esempio, sulle utenze luce e gas e sulle tariffe di telefonia mobile o fissa.

Sempre per far fronte alla situazione di difficoltà, 2.400.000 famiglie (13,1%) hanno dichiarato di aver fatto ricorso ad una o più misure introdotte dai decreti del Governo. Lo strumento più utilizzato è risultato essere il bonus da 600 euro per autonomi e partite Iva (48,7% di chi ha fatto uso di aiuti governativi), seguito dal prolungamento della validità della polizza Rc auto o moto e del rinvio dell’obbligo di revisione (13,2%) e da ultimo la possibilità di sospendere le rate del mutuo (9,8%).