Così com’è settore bancario alimenta cultura della disonestà

di Redazione Wall Street Italia
20 Novembre 2014 13:07

NEW YORK (WSI) – La cultura del profitto tanto prevalente nel settore bancario rende i dipendenti più disonesti. È il risultato, nemmeno troppo sorprendente, di una ricerca condotta in Svizzera.

Lavorando in banca implicitamente si è portati a mettere i guadagni finanziari davanti a tutto, il che alimenta l’avidità e promuove involontariamente comportamenti disonesti. Risultato: i banchieri sono di conseguenza portati a truffare.

I comportamenti di professionisti e banchieri del settore sono stati esaminati da un team di ricercatori svizzeri in esperimenti in cui si chiedeva ai soggetti messi alla prova di guadagnare soldi truffando. I banchieri sono stati più disonesti quando sono stati resi consapevoli del loro ruolo e responsabilità professionali.

Nei casi in cui hanno pensato meno alla loro professione e invece di più alla loro vita personale, i dipedenti delle banche hanno compiuto scelte meno disoneste e più inclini al rispetto delle regole.

“Il settore finanziario è stato colpito da tanti scandali nell’ultimo decennio”, racconta ai giornalisti Ernst Fehr, uno dei ricercatori autori dello studio condotto dall’Università di Zurigo.

“Questi scandali sollevano una questione importante, ossia se la cultura aziendale nel settore bancario favorisca o per lo meno tolleri comportamenti fraudolenti e non etici”.

L’equipe guidata da Fehr ha proposto lo speciale gioco di ruolo centrato sul lancio di una monetina ai banchieri, poi l’ha ripetudo con altri tipi di lavoratori in settori diversi per vedere le differenze. L’accordo era il seguente: il concorrente guadagnava se la faccia della monetina dopo il lancio era la stessa di quella del ricercatore. Spettava al banchiere dire se era venuto testa o croce, senza nessun controllo esterno.

Il primo studio ha visto coinvolti 128 dipendenti di una grande banca internazionale, di cui non è stato rivelato il nome, e 80 persone dello staff di altre banche. I ricercatori hanno offerto un “incentivo pecuniario notevole a ingannare” visto che il massimo guadagno sarebbe stato di 200 dollari in certi caso. I soggetti pronti a dire il falso pur di incassare più soldi non sono mancati.

Non è che i banchieri siano persone più disoneste di altre, è che l’industria alimenta una cultura della disonestà. L’associazione dei banchieri americana ha risposto ai risultati dello studio dicendo che “le 6 mila banche statunitensi hanno standard molto alti in materia di onestà e integrità dei propri dipendenti”.

“Le banche prendono molto seriamente la responsabilità di fiduciari che hanno nei confronti dei clienti”, ha spiegato l’associazione, che però non ha affrontato la questione della cultura del profitto o dei premi e bonus.

Fonte: Reuters

(DaC)