Coronavirus, verso stop mutui famiglie e imprese. Dl in dirittura d’arrivo

10 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Mentre sul mercato dei mutui si è tornati a vedere tassi di interesse che non si vedevano da decenni, chi ha già un mutuo aperto potrebbe avere un aiuto concreto dai decreti d’emergenza sul Coronavirus. Potrebbe infatti arrivare già domani o al massimi giovedì il decreto per la sospensione dei pagamenti dei mutui per le famiglie e le imprese colpite dagli effetti dell’epidemia. Lo riporta l’agenzia Adnkronos, che cita fonti vicino al governo.

Il governo, comunque, punterebbe a chiudere entro questa settimana il nuovo decreto legge salva-economia al quale lavora il ministero del Tesoro, in collaborazione con la Banca d’Italia, per una moratoria sulle rate da versare alle banche, sotto l’ombrello di una garanzia pubblica sia sulla parte di capitale che di interessi.

Aspetto cruciale e al centro delle riunioni preparatorie al Tesoro, secondo l’agenzia, è proprio quello della garanzia statale in un contesto che vede crescere il rischio di un rialzo delle sofferenze in pancia agli istituti di credito per la difficoltà di aziende e famiglie a onorare gli impegni.

“Stiamo lavorando per una moratoria molto ampia per i prestiti alle imprese e alle famiglie per garantire liquidità“, ha annunciato ieri il viceministro dell’Economia Antonio Misiani ai microfoni di 24Mattino su Radio24. “Stiamo dialogando con la Banca d’Italia e immaginiamo forme di garanzia pubblica che aiuti il sistema bancario a sostenere nel migliore dei modi possibili questo intervento”, sottolinea, spiegando che è allo studio “una parziale garanzia pubblica per assistere questa moratoria sui mutui alle famiglie e alle imprese”.

Tra i ‘serbatoi’ dai quali attingere, il fondo nazionale gestito da Consap per conto del ministero dell’Economia, ad oggi attivato in caso di disabilità, morte o perdita del lavoro. Ma le risorse sono esigue (ad oggi circa 25 milioni) e inoltre oltre alla capacità andrebbe rivisto il regolamento attuativi per estendere i criteri di accesso, anche a quanti colpiti dagli effetti economici del Covid-19, impossibilità a lavorare o riduzione delle ore di lavoro.

In campo risorse superiori ai 7,5 miliardi?

In generale, il governo potrebbe mettere in campo maggiori risorse, rispetto ai 7,5 miliardi già stanziati, se fosse necessario per affrontare l’emergenza coronavirus ha assicurato Misiani, sottolineando che si sta valutando in queste ore ed è in corso un confronto con l’Unione Europea. “Se le misure che abbiamo in mente costeranno di più – ha detto – chiederemo al parlamento gli scostamenti necessari”. “Abbiamo intenzione di fare tutto quanto è necessario per aiutare l’economia italiana. Questo deve essere chiaro in un momento difficile ma in un paese forte, che ha tutte le energie per ripartire non appena avremo messo sotto controllo la situazione sanitaria”.

Secondo quanto si apprende, al Tesoro si lavora anche ad una moratoria fiscale e contributiva per i lavoratori autonomi.

“Stiamo lavorando anche sulle partite Iva a partire dei settori maggiormente coinvolti dalla crisi come turismo, logistica, trasporti, cultura, per questi ragioniamo su esenzione moratoria di tasse e contributi”, annuncia Misiani. Si ragiona anche ad un’estensione della Cig in deroga, come chiesto a gran voce da diverse categorie. “Gli ammortizzatori sociali non sono previsti per tutti i lavoratori dipendenti e questo – sottolinea il viceministro – pone un problema di esenzione attraverso la cassa in deroga e il fondo di integrazione salariale, lavoriamo anche su questo”.