Coronavirus, verso slittamento vertici delle partecipate Tesoro

11 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Mentre il governo è al lavoro per preparare un nuovo urgente Decreto per la lotta all’emergenza Coronavirus, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore, indiscrezioni stampa riportano che a, grande sorpresa, il documento conterrà un articolo per lo “slittamento” della tornata di nomine per il rinnovo dei vertici delle società partecipate del Tesoro in scadenza questa primavera, mantenendo così in carica “nella pienezza dei poteri” e sino al termine dell’emergenza quanti attualmente occupano la plancia di comando.

Si parla, in base ad un’analisi del Centro Studi CoMar, di 76 società che fanno capo al Ministero Economia e Finanze19 a controllo diretto e 57 a controllo indiretto – che devono rinnovare i propri Organi sociali, in tutto 105, tra Consigli d’amministrazione (55) e Collegi sindacali (50), attualmente composti da 506 persone, di cui 258 Consiglieri e 248 Sindaci (145 persone nelle Società controllate dal MEF direttamente e 361 nelle indirette).

Si tratta di società di assoluto rilievo per l’economia italiana, quali, ad esempio, Banca Mps, Cdp Reti, Consip, Enav, Enel, Eni, Fincantieri, Fintecna, Gse, Istituto poligrafico e zecca dello Stato, Leonardo, Poste, Rai Way, Rfi, Sia, Sogin, Terna, Trenitalia.

Se consideriamo solo le prime 15 controllate del Tesoro nell’industria e nei servizi (escludendo banche e assicurazioni), i ricavi totali superano i 221,7 miliardi di euro, mentre il margine operativo netto arriva oltre quota 25,1 miliardi di euro, i dipendenti 381.927.

Per quanto riguarda la presenza in Borsa, il Mef detiene partecipazioni dirette in società quotate e altre in emittenti di strumenti quotati per un totale di 11 società (19 sono le non quotate), mentre altre tre sono presenti in Borsa attraverso le capogruppo Cdp o Rai. Tra le quotate, le controllate interessate dai rinnovi 2020 sono in totale 11, con 14 organi sociali, di cui 9 Cda e 5 collegi sindacali.