Economia

Coronavirus: vaccini e contagi, come sta andando nel mondo

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Mentre il Governo sta attivando l’Avvocatura Generale dello Stato per valutare i diversi profili di responsabilità della Pfizer sui ritardi nella consegna dei vaccini in Italia,  gli esperti di Anthilia Sgr hanno fatto il punto sull’andamento delle vaccinazioni e la dinamica dei contagi nei principali Paesi.

Vaccini e contagi, in Israele il 25% della popolazione ha preso la prima dose

Secondo Anthilia Sgr sul fronte vaccini il newsflow degli ultimi giorni è stato contrastato. Pfizer ha chiarito che la riduzione nelle forniture riguarda solo una settimana o poco più. Ma comunque gli effetti scarsità si notano qua e la.
E ovviamente sono comparsi casi di effetti collaterali in Norvegia (23 morti con Pfizer) e in US con l’erogazione del vaccino di Moderna, ma nulla in grado di cambiare radicalmente il quadro, che vede Israele guidare la classifica con il 25% della popolazione che ha preso una dose di vaccino e un altro 6% che ha preso anche la seconda.

Dallo schema di DB si vede la situazione globale. A tal proposito emerge il ritardo dell’Eurozona rispetto anche ai paesi anglosassoni (nessun Paese supera il 2% di vaccinati).
Gli Usa non pubblicano dati giornalieri, ma sembra che gli ultimi numeri indichino un ritmo di 800.000 iniezioni al giorno, per cui il target annunciati dal neo presidente Biden di 100 milioni di vaccini erogati nei primi 100 giorni di presidenza sembra alla portata.

 

Lockdown, primi segnali di inversione dei contagi

Nel frattempo, continuano ad essere estesi i lockdown, in particolare in Europa, con la Merkel che ha annunciato la proroga delle limitazioni in Germania fino al 14 febbraio, e la chiusura dei business non essenziali in alcune regioni.
Anche l’Olanda ha annunciato nuove misure fino al 9 febbraio.
Secondo Anthilia Sgr i mercati ci badano poco, perchè ritengono che siano le ultime proroghe prima di un attenuazione in primavera.
I dati sul numero di casi mostrano una convincente inversione di tendenza in US e UK, situazioni stabili in Italia, Germania e Francia e invece una continua accelerazione in Spagna.

 

A febbraio le prime evidenze sul trend dei contagi con popolazione vaccinata

In questo scenario per gli esperti della società di gestione milanese Israele resta osservato speciale a caccia di segnali di un impatto dei vaccini sul numero di contagi, ospedalizzazioni e decessi. Al momento si nota un tentativo di inversione di tendenza che è presto per categorizzare, visto che appena il 6% ha preso la seconda dose e l’immunità si sviluppa in qualche settimana.
Vedremo a febbraio, quando il grosso delle categorie fragili avrà ricevuto il vaccino se effettivamente soprattutto le ospedalizzazioni crollano. In ogni caso il grafico sopra ci mostra che sarà difficile all’inizio distinguere l’impatto dei vaccini dal rumore.

Secondo Giuseppe Sersale partner e gestore di Anthilia Sgr in Gran Bretagna e eventualmente Usa dovremmo raggiungere un livello di immunizzazione del 20/25% (ma larga maggioranza dei soggetti fragili o esposti) per fine del primo trimestre, e in Eurozone a metà del secondo.
A quel punto le misure di contenimento verranno allentate significativamente. Le varianti rappresentano un rischio non tanto per l’efficacia dei vaccini, che finora è stata confermata, ma perchè se vanno ad aumentare la contagiosità, elevano la soglia di immunità di gregge.