Coronavirus, l’Europa blocca il patto di stabilità. Ora gli Stati possono sforare deficit

20 Marzo 2020, di Massimiliano Volpe

Dopo le incomprensioni degli ultimi giorni l’Europa ha deciso oggi di non porre più limiti agli Stati per fare fronte all’emergenza legata alla diffusione del coronavirus.
Attraverso un videomessaggio il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen ha annunciato che la Commissione europea ha attivato, per la prima volta, la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, che consentirà ai governi dei singoli Paesi della zona euro di “pompare nel sistema denaro finché serve”.

“Il coronavirus ha un impatto drammatico sull’economia, molti settori sono colpiti. Il lockdown e’ necessario ma rallenta severamente l’attività economica.
La scorsa settimana ho detto che faremo tutto il possibile per sostenere l’economia e i cittadini, e rispettiamo quanto detto. Gli aiuti di Stato sono i più flessibili di sempre e i vostri governi possono dare i soldi che servono a ristoranti, negozi, imprese piccole e medie”, ha chiarito nel messaggio video la von der Leyen.

Questo significa che i Paesi dell’Unione Europea, per fare fronte al forte rallentamento atteso per l’economia, possono temporaneamente allontanarsi dall’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine (OMT) del debito pubblico, posto che ciò non metta a rischio la sostenibilità di bilancio nel medio termine.

L’annuncio della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, segue la decisione della Bce di mettere a disposizione 750 miliardi di euro presa nella serata di mercoledì per sostenere i titoli di Stato dei Paesi della zona euro e favorire la liquidità del sistema bancario.

Il governo italiano ha già approvato nei giorni scorsi un primo pacchetto di aiuti da 25 miliardi di euro che dovrebbe aiutare ad assorbire alcuni degli effetti sociali ed economici dell’epidemia, ma secondo gli analisti non sarà sufficiente ad evitare una severa recessione.

Per Paolo Pizzoli, Senior Economist di ING  “l’accelerazione delle azioni di contrasto, per ora con interventi emergenziali a carattere temporaneo, è dovuta alla consapevolezza che l’evento epidemico e le inevitabili limitazioni ai contatti interpersonali messe in piedi per contrastarlo hanno conseguenze immediate sia sul lato della domanda sia su quello dell’offerta.
Nelle attuali circostanze, alla luce della natura del problema e data l’elevata incertezza sulla sua evoluzione, riuscire a mantenere un quadro sociale ed economico sufficientemente solido da consentire una rapida ripresa dopo la fase di emergenza sarebbe già un risultato molto importante.
La probabile estensione della durata del lockdown richiederà verosimilmente un nuovo pacchetto di misure in aprile, forse ancora di natura emergenziale. L’adozione di misure più strutturali, quali il varo di piani accelerati di investimenti pubblici, richiederà probabilmente più tempo, necessario per avere condizioni epidemiologiche migliori sul campo e una maggiore disponibilità politica ad intraprendere azioni coordinate a livello di istituzioni e di partner europei”.