Coronavirus, a che punto è il contagio negli altri Paesi

26 Marzo 2020, di Alberto Battaglia

“Per rallentare la diffusione” del coronavirus “molti paesi hanno introdotto misure senza precedenti, con costi sociali ed economici significativi: la chiusura di scuole e delle imprese, la cancellazione di eventi sportivi e la richiesta di restare a casa e al sicuro”: le parole sono quelle pronunciate nella conferenza stampa del 25 marzo dal direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Alle misure straordinarie è accompagnato un aumento ripido dei nuovi casi accertati di contagio in numerosi Paesi del mondo, a partire dagli Stati Uniti, definiti dalla stessa Oms come “nuovo epicentro” del contagio.
Nel grafico in basso, elaborato dall’università Johns Hopkins, è possibile osservare come il numero dei contagi sia esploso a partire dal 12 marzo, con una crescita estremamente rapida.

 

Il numero totale dei casi, al 26 marzo, risulta di 474.204 unità, 21.353 i morti e 115.003 i guariti.

La crescita dei contagi nei maggiori Paesi

E’ la crescita osservata negli Stati Uniti quella più impressionante: negli Usa i casi sono passati dai 7.800 del 18 marzo ai 65mila registrati appena una settimana dopo, il 25 marzo, con un incremento settimanale del 743%. Per avere un termine di paragone, nello stesso periodo in Italia l’incremento è stato del 108,4%.

In Cina, al contrario, il numero dei contagi si è appiattito quasi completamente a partire da metà febbraio; il Paese dal quale l’epidemia ha preso il via, dunque, ha iniziato ad allentare le misure precauzionali e le limitazioni alle libertà dei cittadini.

Fra i Paesi più colpiti dall’incremento dei contagi, ancor più in rapporto alla grandezza della popolazione, è la Spagna: nella settimana conclusa al 25 marzo l’incremento dei contagi è stato del 256% a quota 49.500 contagi circa.

La Germania, quinto Paese più colpito per numero di contagi nel mondo, ha visto nello stesso periodo un incremento del 203% a quota 37.300 circa

In Francia infine, settima per numero di positivi dopo l’Iran (i cui dati però potrebbero essere sottostimati), ha osservato un incremento del 181,32% dei contagi a circa 25.600 unità.

A confronto con gli altri Paesi più colpiti, ad eccezione della Cina, l’Italia risulta dunque decisamente più avanti nel contenimento dei contagi nel corso dell’ultima settimana.