Coronavirus, banche centrali pronte ad intervenire. Per Goldman taglio FED già questo mese

2 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Dopo i sell-off della scorsa settimana, le banche centrali provano a rasserenare i mercati, dicendosi pronti ad intervenire per riportare il sereno ed evitare una nuova ondata di panico, come quella vista la scorsa settimana. Ma anche per aiutare l’economia mondiale su cui si allunga l’ombra della recessione.

Questa mattina il governatore della Banca del Giappone (Boj), Haruhiko Kuroda, ha dichiarato a febbraio che l’istituzione da lui diretta è pronta ad assumere le azioni necessarie a mitigare l’impatto dell’epidemia di coronavirus sulla terza economia del pianeta.

Kuroda ha spiegato che al momento le previsioni della Boj in merito alla traiettoria di moderata ripresa dell’economia giapponese restano invariate, grazie soprattutto a un rimbalzo della crescita globale atteso per la metà del 2020. Il governatore della banca centrale giapponese ha anche ribadito che la Boj è pronta a ulteriori allentamenti della sua politica monetaria ultra-espansiva “senza esitazioni”, laddove necessario.

Fed conferma: “pronti a tagliare i tassi”

Le dichiarazioni della Fed arrivano dopo che venerdì scorso il presidente della banca centrale americana, Jerome Powell, ha confermato che la Federal Reserve è pronta “ad agire in modo adeguato e ad usare i propri strumenti per sostenere l’economia”. Powell, lascia intendere che la banca centrale è pronta anche a tagliare i tassi, se necessario, per far fronte all’impatto sull’economia dell’epidemia di coronavirus.

In una dichiarazione rilasciata con l’aumentare della preoccupazione che il virus possa far deragliare la crescita globale, Powell chiarisce che i “fondamenti dell’economia americana rimangono forti”. Tuttavia, di fronte al crollo dei mercati e di Wall Street, Powell riconosce che il coronavirus “pone rischi in evoluzione per l’attività economica” e avverte che la Fed “sta monitorando attentamente gli sviluppi”.

La Fed, nota il Wall Street Journal, aveva usato un simile linguaggio lo scorso giugno per indicare che era disposta a tagliare i tassi di interesse, se necessario, dopo che la guerra commerciale USA-Cina aveva minacciato di aggravare un rallentamento globale. La banca centrale ha successivamente ridotto i tassi di interesse tre volte. Attualmente i tassi Usa sono tra l’1,5% e l’1,75%.

Gli analisti di Goldman Sachs ora si aspettano che la Fed taglierà i tassi di interesse di 50 punti base nella riunione del 17-18 marzo, se non prima. Complessivamente, Goldman mette in conto un taglio di 100 punti base entro giugno.

 “Venerdì- si legge in un rapporto diffuso oggi – abbiamo abbassato il nostro scenario di base per la crescita dell’economia globale nel 2020 da poco sopra il 3% a circa il 2% sulla scia degli sviluppi legati al coronavirus con la debolezza delle attivita’ che dovrebbe essere concentrata nei primi sei mesi dell’anno”. Nel rapporto di venerdì gli analisti della banca americana avevano previsto un taglio di 25 punti da parte della Fed il 18 di marzo e tagli di altri 50 punti entro giugno. “Da allora – prosegue il rapporto – le notizie sull’outlook sono rimaste negative con aumenti significativi delle infezioni fuori dalla Cina e un performance eccezionalmente debole del Pmi cinese”.

Secondo gli analisti di Goldman inoltre le parole di Jerome Powell che venerdi ha assicurato che la Fed sta monitorando da vicino gli sviluppi, danno un forte segnale per un taglio dei tassi in occasione della riunione del Fomc il 17-18 marzo se non prima.

“Sulla base di questi sviluppi – prosegue il rapporto – apportiamo una ulteriore modifica alla nostra previsione sulle mosse della Fed e ci attendiamo un taglio di 50 punti base entro il 18 marzo seguito da un allentamento di altri 50 punti entro il secondo trimestre per un totale di 100 punti base”. “Prevediamo inoltre tagli da parte delle altre principali banche centrali, di 100 punti in Canada, di 50 nel Regno Unito, e di 10 punti base da parte della Bce nell’eurozona”.

Verso intervento coordinato

Le banche centrali potrebbero scendere in campo a stretto giro per arginare la performance dei mercati finanziari provocata dall’emergenza sanitaria che ormai sta coinvolgendo quasi tutti gli stati del mondo. Reuters cita le indicazioni di Bill Nelson, capo economista del Bank Policy Institute, che contribui’ alle azioni della Fed contro la crisi del 2007-2008.

L’esperto, nel suo blog ‘Don’t keep your powder dry’ (ossia non mantenere la polvere da sparo asciutta, che riprende il detto inglese, ‘affidati a Dio e mantieni asciutta la polvere da sparo’), ha preannunciato un’azione coordinata da parte delle principali banche centrali del mondo, che già questo mercoledì.