Corea del Nord, sorpresa Pechino

8 Agosto 2017, di Giovanni Falcone

Le recenti e gravi sanzioni economiche approvate all’unanimità dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con la Risoluzione n.2094  di ieri l’altro, potrebbero fissare il primo vero  step all’annosa vicenda che vede contrapporsi le velleità di mitomania pura della Corea del Nord contro gli USA.

Aver approvato la risoluzione anche con l’adesione della Cina, quale unico alleato del Paese nord coreano, dovrebbe facilitare il prosieguo ed evitare un conflitto.

La posizione della Cina nella vicenda è stata una sorpresa, in verità molto attesa dalle Cancellerie di mezzo mondo e che potrebbe rivelarsi il vero toccasana ,  posto che in passato aveva sempre condannato il bellicoso alleato solo a parole.

Questa volta invece, per il tramite del suo ambasciatore Li Baodong ed  aderendo alla importante iniziativa dell’ONU, ha detto: “Bisogna mandare un segnale forte i risposta al fatto che i test nucleari (condotti da Pyongyang) vanno contro il volere della comunità internazionali” .

La carestia e la fame del popolo nor coreano, dovrebbero indurre le Autorità del regime a più miti consigli, sia pure al netto della minaccia di attacchi nucleari ventilati da  Pyongyang in risposta alla stessa Risoluzione.

La Risoluzione appena approvata ridurrà di un miliardo di dollari le rimesse finanziarie provenienti dall’export, facendo intendere il coinvolgimento nella iniziativa di politica internazionale di tanti Paesi.

La Corea del Nord, o meglio il suo popolo è allo stremo, nel mentre il dittatore Kim Jong – un – minaccia il mondo intero.

Mai come adesso varrebbe la pena di ripetere la bellissima frase  dell’indimenticabile nostro ex presidente della repubblica Sandro PERTINI quando, in piena guerra fredda e  rivolgendosi all’ex impero sovietico – qualche anno prima del crollo del Muro di Berlino dell’89: “Svuotate gli arsenali e riempite i granai”.

Grazie alla nuova posizione politica assunta dalla diplomazia cinese, penso che si troverà la strada per una soluzione di compromesso in grado di ostacolare iniziative belligeranti da parte degli Stati Uniti d’America.

La politica serve a questo: superare le difficoltà contingenti, soprattutto quelle belliche.

Staremo a vedere!