Economia

Conviene investire in oro usato oggi?

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L’oro è da sempre considerato un bene rifugio, in grado di proteggere il capitale dagli eventi economici e dalle fluttuazioni dei mercati finanziari, soprattutto in fasi caratterizzate da estrema volatilità. Per questo, il metallo prezioso per eccellenza può rappresentare un’interessante opportunità di investimento, ma è necessario tenere conto di alcuni aspetti che vengono illustrati di seguito.

I vantaggi degli investimenti in oro

L’oro rappresenta la forma più diffusa di protezione del capitale. Durante periodi di instabilità economica o crisi finanziarie, tende ad aumentare il suo valore, fornendo un rifugio sicuro agli investitori.

Un altro vantaggio è la possibilità di diversificare il proprio portafoglio investendo in questo metallo nobile, che presenta una bassa correlazione con altre asset class come azioni e obbligazioni.

La distinzione tra oro puro e usato

Il modo più semplice per posizionarsi su questa tipologia di asset è acquistare oro usato, ossia quello già utilizzato per i gioielli, piuttosto che comprare lingotti o monete nuovi. Questi ultimi, infatti, sono composti da metallo non lavorato, con una purezza pari a 24 carati, la stessa che si trova in natura. L’oro usato, invece, contiene una quantità di oro puro inferiore e ha uno standard di purezza solitamente pari a 18 carati.

La quotazione di mercato dell’oro fa riferimento alla qualità 24 carati, mentre i prezzi effettivamente corrisposti dai compro oro per i gioielli sono inferiori e dipendono dalla lavorazione dell’oro stesso e dalla quantità di altri metalli con cui è stato combinato per forgiare gli oggetti (l’oro puro infatti sarebbe troppo tenero).

Che valore ha l’usato

Le quotazioni dell’oro usato sono disponibili in tempo reale su diversi siti che dispongono di calcolatori appositi. Attualmente, il valore dell’oro 24 carati si aggira intorno ai 59 euro al grammo, mentre per l’oro 18 carati oscilla in area 44 euro/grammo.

Il momento migliore per vendere l’usato

Prevedere l’andamento dell’oro, per capire se convenga vendere o acquistare, può essere molto complicato. Tuttavia, ci sono alcuni fattori di cui è possibile tenere conto. Innanzitutto, il contesto macroeconomico generale; come detto, in presenza di fasi incerte e volatili gli investimenti in asset rischiosi come le azioni sono scoraggiati e i cosiddetti “safe asset”, i beni rifugio (l’oro in primis), tendono a salire in un’ottica di protezione del capitale.

Nel lungo termine, inoltre, tutto lascia presupporre che le quotazioni dell’oro siano destinate a salire, anche solo per il fatto che diventa sempre più difficile da trovare e per i costi di estrazione sempre più onerosi che non consentono di sfruttare tutte le riserve aurifere disperse nelle rocce.

Come vendere in sicurezza

Nel momento in cui si desidera vendere oro usato, è consigliabile innanzitutto accedere a uno, o preferibilmente più siti specializzati per richiedere preventivi gratuiti e confrontare le offerte. In questo modo si può avere un’idea del valore di mercato corretto, che dipenderà da una molteplicità di fattori.

Bisogna poi assicurarsi di selezionare rivenditori affidabili e rispettabili, verificandone il più possibile il track record e le opinioni da parte dei clienti passati. Infine, bisogna avere la certezza di effettuare la transazione in un luogo sicuro e con metodi di pagamento tracciabili, evitando scambi in contanti.

Per legge, ogni manufatto deve riportare il marchio del produttore e la caratura tramite punzonatura, in modo da poterne calcolare l’esatto valore moltiplicando il peso dell’oggetto per la quotazione di riferimento. Sul prezzo dell’oro usato incideranno anche i costi di lavorazione, del marchio e dell’eventuale presenza di pietre preziose.

Il contesto macro attuale per l’oro

Attualmente le quotazioni viaggiano in area 1.970 dollari l’oncia, non distanti dai massimi storici di 2.075 dollari toccati nel 2020 e sfiorati nuovamente sia nel 2022 sia quest’anno.

Tra i fattori che sostengono i prezzi, evidenziati anche da Jupiter Asset Management, c’è in primo luogo il fatto che nel primo trimestre del 2023 le banche centrali hanno continuato ad acquistare oro a un ritmo record: “125 tonnellate nei primi due mesi dell’anno, con Cina e Singapore che hanno registrato aumenti significativi. La decisione di congelare le riserve valutarie della Russia sembra aver accelerato questa tendenza, poiché le banche centrali continuano a diversificare le loro disponibilità nell’asset di riserva neutrale del sistema e a ridurre gradualmente la loro dipendenza dal dollaro USA.” Questa tendenza, tuttavia, comincia a evidenziare alcuni segnali di inversione.

In secondo luogo, “le conseguenze delle crisi di Silicon Valley Bank e Credit Suisse hanno costretto gli investitori occidentali a riconsiderare la loro allocazione ai metalli monetari. Le preoccupazioni per il rischio di controparte e il contagio sistemico hanno suscitato un rinnovato interesse per l’oro. Ciononostante, gli investitori continuano a sottopesare l’asset class, con gli ETF sull’oro che rappresentano circa il 2% di tutti i titoli negoziati in borsa.”

Infine, “sta anche beneficiando della prospettiva di un orientamento dovish della Federal Reserve statunitense in un futuro non troppo lontano”, oltre ad “anticipare la fine dell’attuale ciclo di rialzo dei tassi d’interesse, con il mercato obbligazionario che già prevede tagli entro la fine del 2023. Una Fed più accomodante significa che i tassi d’interesse reali degli Stati Uniti hanno probabilmente raggiunto il loro picco, offrendo agli investitori un minore incentivo a detenere liquidità e strumenti basati sulla liquidità.”