Conti pubblici, Ue: rinviata (per ora) richiesta correzione

17 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

STRASBURGO (WSI) – La Commissione europea non rivedrà, almeno per il momento, i criteri di valutazione dei conti pubblici dei paesi membri. Al tempo stesso però si impegna a non indicare, nelle raccomandazioni in arrivo, nessun numero riguardante l’aggiustamento strutturale 2018.

E’ questo il compromesso che si è raggiunto ieri tra i commissari riuniti a Strasburgo in merito alla linea da seguire per valutare i programmi di stabilità dei paesi membri tra cui l’Italia. Un compromesso che ha visti schierati da una parte quei commissari che puntavano ad un allentamento delle regole, Moscovici, Mogherini, Timmermans dall’altra coloro che si opponevano e chi invece si opponevano, come Dombrovskis, Katainen e Oettinger.

Secondo quanto riferiscono fonti europee, il compromesso è stato raggiunto dopo una lunga riunione durata oltre tre ore e alla fine la proposta avanzata dal responsabile degli affari economici Pierre Moscovici di dimezzare la richiesta di un aggiustamento del deficit strutturale per il 2018 – per l’Italia da 0,6% del Pil a 0,3%, poco più di 5 miliardi di euro – non è passata.

Il compromesso raggiunto prevede che nei documenti di valutazione per i paesi verrà inserito un riferimento al parametro dell’aggiustamento minimo in una nota. Inoltre nel testo si dirà che nella valutazione sulla finanziaria 2018, in arrivo ad ottobre, si terrà conto della situazione specifica dell’andamento dell’economia.

In altre parole si dice no alla proposta di cambiare subito la “Matrice” su cui si fondano i calcoli per definire l’aggiustamento del deficit strutturale, confermando così le regoli attuali ma al tempo stesso si lascia la porta aperta a valutazioni ‘intelligenti’ della legge di bilancio 2018. Si prosegue così sulla linea del dialogo considerando che tempo fino ad ottobre c’è n’è e che tutto può ancora succedere in considerazione delle prossime elezioni tedesche di settembre.