Conti pubblici, Padoan chiede sconto di 10 miliardi alla Ue

1 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Il governo italiano ha chiesto uno sconto di bilancio fino a 10 miliardi all’Ue. In una lettera inviata al vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e al commissario Pierre Moscovici il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ha chiesto correzioni al piano strutturale per il 2018 che presentino un aggiustamento strutturale, ossia un calo del deficit su base annuale, dello 0,3% del Pil e non più dello 0,8%.

Ora resta da conoscere la risposta della Commissione europea, l’organo esecutivo del blocco. In caso di riposta positiva di Bruxelles, la manovra correttiva sarebbe meno importante del previsto: la richiesta del Tesoro equivarrà infatti a uno sconto per i conti pubblici di minimo 8,5 miliardi di euro e di massimo 10 miliardi. L’obiettivo di Padoan è quello di assicurarsi fin da ora che dal prossimo anno non scatti, per mancanza di risorse, l’aumento dell’Iva e delle accise.

La percentuale di aggiustamento strutturale è il parametro cardine su cui si basano le regole europee, ossia il deficit depurato dalle componenti esterne, come le variazioni del ciclo economico e quelle una tantum. Quanto al deficit nominale, che va tenuto sotto il 3% del Pil come stabiliscono i patti presi con Bruxelles, passerebbe così dall’1,2% al range dell’1,7-1,8%, aprendo in tal modo alla possibilità di rinunciare alle clausole di salvaguardia del 2018. 

Se le condizioni favorevoli sopra citate si dovessero verificare, la manovra finanziaria del 2018 vedrebbe scendere da quota 15,7 a 6-7 miliardi l’ammontare delle risorse necessarie per scongiurare l’incremento dell’Iva, una cifra a cui andrebbero aggiunti i circa 5 miliardi della correzione strutturale ipotizzata da Padoan, il quale con le sue ultime mosse strategiche dimostra di stare già pensando all’eventuale voto anticipato di questo autunno.