Conti deposito: attenti ai rischi, non fatevi ingannare

26 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Conto deposito quanto mi costi? Sembra essere questa la domanda che si sono posti i giornalisti del Sole 24 ore per verificare l’effettuale rendimento di questi conti che negli ultimi anni hanno avuto un’impennata di richieste da parte degli italiani, alla ricerca di pochi rischi e piccoli guadagni sicuri.

Il quotidiano economico infatti ha stilato una ricerca mensile per stimare gli effettivi ricavi di questi conti, che oggi sono proposti da tutte i maggiori istituti di credito italiani, da Mediolanum a Banca Ifis. Il risultato, contrariamente a quanto risulta dalle banche, è che queste offerte non sono così remunerative come sembra.

Guardando i migliori offerenti, che secondo Il Sole sono B.P. Spoleto e Banca Marche, non sembra che i guadagni futuri promessi dalle banche si realizzino così automaticamente (si parla di un rendimento del 3% o 2,75% all’anno, ndr). I nomi che spiccano nella classifica infatti non sono istituti che negli ultimi anni hanno brillato per sicurezza di bilanci.

Partiamo da Banca Popolare di Spoleto: a febbraio è stata commissariata dalla Banca d’Italia, ha subito un deterioramento della qualità del credito con conseguente bisogno di nuovi capitali, e tutto ciò si è tradotto nell’aumento del costo del funding dovuto al riconoscimento di tassi elevati proprio sui depositi a scadenza.

Passando a Banca Marche, anche per questo istituto non è un buon momento: per prima cosa problemi di liquidità conseguenti ai troppi prestiti che hanno generato un buco di bilancio di 527 milioni rilevato nel 2012. Questo ha richiesto un’operazione di soccorso da parte di alcuni imprenditori locali, che però per il momento è ancora ferma ai blocchi di partenza. Il progetto è avere 300-400 milioni di aumento di capitale nel prossimo futuro, cosa che i potenziali futuri azionisti potrebbero non voler aspettare.

Queste situazioni messe in evidenza dall’analisi de Il Sole 24 Ore non possono che mettersi in relazione con la crisi economica che ancora preme sul nostro Paese, altro tassello che grava sui bilanci delle banche.

Il panorama che si profila così dovrebbe far capire ai risparmiatori che forse i grandi rendimenti proposti spesso equivalgono a rischi altrettanto elevati. Tuttavia, anche nel caso in cui la banca che custodisce i nostri risparmi fallisca, i titolari dei conti deposito dovrebbero essere risarciti fino a 100 mila euro dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.

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