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Consulenza finanziaria: per i giovani è opportunità di carriera

Quanti giovani sono interessati oggi a intraprendere la professione di consulente finanziario? Un terzo dei giovani considera oggi la consulenza finanziaria come opportunità di carriera e il 27% sarebbe interessato a comprendere meglio la professione. Così emerge da un’indagine dal titolo “Il Valore del Brand delle Reti di Consulenza Finanziaria” condotta da Assoreti con il contributo dell’istituto di ricerca Finer.

L’indagine, illustrata in occasione del Salone del Risparmio 2024, è stata condotta coinvolgendo 1.500 professionisti (consulenti finanziari e dipendenti bancari), 1.000 investitori finali e 500 laureati alla prima esperienza lavorativa o in cerca di nuove prospettive professionali.

Consulenza finanziaria: opportunità di carriera per i giovani

Tra i ragazzi interessati oggi a intraprendere la professione di consulente finanziario, il 45% ha una  formazione economica (45%) ma emergono anche percorsi formativi non scientifici, come scienze politiche (38%), giurisprudenza (36%) e psicologia (33%). In generale, il 44% dei rispondenti interessati è in cerca di impiego.

Alla domanda “perché prenderesti in considerazione l’idea di lavorare come consulente finanziario?”, l’82% manifesta il suo interesse generale della finanza tra le principali motivazioni, ma a contare è anche la possibilità di lavorare in un settore solido e in crescita (66%), gestire meglio il proprio tempo (59%) e avere l’occasione di fare carriera (49%). Cosa potrebbe aiutarli nell’avviare questo percorso? Per il 71% risulta fondamentale l’affiancamento a un manager senior come anche un programma di formazione dedicato (65%).

Rivolgendosi a chi già opera nel settore, la ricerca ha poi approfondito quali aspetti risultano importanti per lavorare in una Rete di consulenti.

Capitale umano (29%), immagine aziendale (27%) e l’offerta di servizi e prodotti (25%) sono gli elementi che i consulenti finanziari ritengono indispensabili per il proprio lavoro.

Tra gli elementi più importanti per chi opera nelle banche per la scelta di avviare un percorso professionale nelle Reti al 24% resta alta l’immagine aziendale (la solidità e affidabilità della Rete sul podio per il 67% dei rispondenti, la competenza del management per il 62% e al 59% la reputazione), al 28% il capitale umano e al 23% l’importanza dei servizi e prodotti offerti.

I bancari si dicono propensi oggi a valutare un cambio di carriera come consulente finanziario: di questi il 38% sono uomini e il 29% donne, per il 38% di età tra i 30-40 anni e al 35% dai 40 ai 50, di cui il 52% già possiede un portafoglio clienti e al 44% opera per grandi realtà bancarie.

La scelta verso la consulenza finanziaria è condivisa per il 62% degli intervistati come passaggio a una professione che rappresenta il lavoro del futuro.

Il 61% si dice inoltre favorevole a valutare il percorso in caso ricevesse una proposta e il 48% è positivo sul fatto che i suoi clienti lo seguirebbero in questo nuovo corso.

Reti: vince il passaparola di amici e parenti

In termini di conoscenza diffusa, i risultati della ricerca rendono evidente che se da un lato il brand delle banche resta legato a relazioni familiari che si trasmettono di generazione in generazione (al 77% per gli investitori finali, 64% per giovani neolaureati e/o al primo impiego), le Reti risultano oggi maggiormente conosciute per “passaparola”, consigliato da amici o parenti (69% per gli investitori, 71% per i giovani) ma anche per una maggiore proattività degli stessi consulenti finanziari nell’avviare un rapporto con gli investitori (29%) e i giovani (21%).

Per chi investe avere un consulente finanziario dedicato (85%) come la qualità del servizio erogato dalle Reti nella gestione del patrimonio familiare (69%) rappresentano i principali punti di forza dell’industria. I giovani apprezzano, invece, l’innovazione digitale del  servizio (75%) e la possibilità di offerta di consulenza su mutui e prestiti (22%).

Tuttavia, per entrambi la solidità e affidabilità delle Reti resta il primo requisito di avvicinamento all’industria (88% per gli investitori, 85% per i giovani).