ConsulenTia 2018, Baron: “forte ritorno” della gestione attiva

7 Febbraio 2018, di Alessandro Chiatto

La gestione attiva crea un valore aggiunto per gli investitori, salvaguardando il patrimonio investito, specialmente in momenti di stress di mercato. Lo ha dichiarato Andrea Baron, Managing director di MFS Investment Management, in un’intervista concessa a Wall Street Italia in diretta dall’auditorium Parco della Musica a Roma, in occasione di ConsulenTia 2018, evento organizzato da Anasf.

Quanto al crac delle Borse visto nelle scorse sedute, Baron spiega che “il mercato è cresciuto molto ed è stato molto unidirezionale”. Secondo Baron bisogna tornare a concentrarsi su quelle società in grado di ridurre i rischi per i clienti, motivo per il quale MSF IM si concentra su soluzioni di capital preservation.

In condizioni di stress “noi siamo investitori di lungo periodo e quindi ci concentriamo in quelle società che hanno dimostrato in passato di salvaguardare il capitale dei clienti” e poter offrire quella qualità che “permette di ridurre la volatilità nei portafogli dei clienti“. È un qualcosa che “dobbiamo aspettarci di vedere spesso in futuro e con la quale dobbiamo convivere” alla luce della “forte liquidità che è entrata in tutte le classi di asset si muove molto in fretta di asset class in class o persino viene venduta”.

“Siamo convinti che la gestione attiva abbia avuto un forte ritorno“. Dopo le difficoltà incontrate nelle fasi rialziste dei mercati (in un’analisi svolta da MFS investment management è emerso come le società che producono utili performano anche peggio delle società in perdita, casi in cui “la dispersione di rendimenti tra società di alta qualità e quelle di bassa qualità è quasi nulla”) “l’anno scorso abbiamo visto invece una prima inversione di tendenza”, sottolinea Baron ai margini di ConsulenTia 2018.

I titoli tecnologici dell’S&P 500 “hanno fatto più del doppio rispetto al benchmark quando invece in certi settori come utilities e telecomunicazioni abbiamo persino avuto un rendimento negativo”. È in questi frangenti che entra in gioco il consulente attivo, il quale “è in grado di offrire un valore aggiunto” agli investitori.