CONSORTE A TESTA BASSA SULL’ OPA BNL

di Redazione Wall Street Italia
17 Agosto 2005 09:07

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(WSI) – A testa bassa verso l’obiettivo. Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol, non si è lasciato intimorire dall’offensiva mediatica e politica che sta investendo il progetto di conquista di Bnl e, come da previsioni, ieri ha depositato in Consob il prospetto informativo per l’offerta su Via Veneto.

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La macchina, dunque, è partita e un primo traguardo potrebbe essere raggiunto tra il 24 e il 25 settembre. Sarebbero queste le date indicative di inizio dell’Opa su Bnl qualora Consob, Banca d’Italia e Isvap daranno il via libera all’operazione. Gli uomini di Lamberto Cardia hanno tempo quindici giorni, da oggi, per mettere il sigillo al documento. Il nulla osta dovrebbe quindi arrivare entro il 31 agosto. Invece per il sì di Bankitalia (che il 9 agosto ha chiesto un parere a Isvap) i tempi sono decisamente più lunghi: da uno a tre mesi. Tuttavia, durante la prima metà di settembre è possibile che emerga l’orientamento sia di Palazzo Koch che dell’Isvap.

In caso di consenso unanime, Unipol potrebbe quindi procedere all’offerta. L’Opa verrà promossa sul 59,24% del capitale sociale ordinario a un prezzo di 2,7 euro a titolo (il 23,57% in più del prezzo medio giornaliero di Bnl tra il 4 agosto 2004 e il 3 agosto 2005) per un esborso massimo complessivo di 4,958 miliardi. L’operazione verrà finanziata grazie a un aumento di capitale di Unipol per 2,6 miliardi (l’assemblea del via libera è in agenda per il 29 agosto), di cui l’azionista Finsoe (32,5% del capitale) ha già versato 896 milioni. Inoltre, saranno disponibili mezzi propri liberi per 200 milioni e «liberabili» per altri 800 milioni. Questa somma verrà raccolta grazie alla cessione a Finsoe, Holmo e al Fondo Clessidra del 25-35% di Aurora Assicurazioni. L’operazione di vendita dovrebbe chiudersi entro il 28 agosto.

Infine, altri 1,4 miliardi verranno reperiti con l’emissione di un bond di pari ammontare, da collocare esclusivamente presso investitori istituzionali. Bond che Nomura, Csfb, Deutsche Bank, Bnp Paribas e Bayerische Hypo si sono già dichiarati disponibili a «piazzare». In alternativa, se tutto ciò non dovesse andare in porto, è già stato stipulato un contratto di finanziamento con otto istituti, tra cui sempre Bnp, Nomura, DB, Csfb, Bayerische Hypo, Banca Carige, Banca Popolare di Vicenza, Banca Popolare dell’Emilia e Lloyds Tsb, per massimi 4,067 miliardi. Tra l’altro, a seguito di un aggiustamento dei contratti put e call con Deutsche Bank, se Unipol dovesse esercitare le opzioni di vendita l’esborso massimo per la compagnia assicurativa si ridurrebbe a 4,55 miliardi.

Al 18 luglio gli azionisti del patto parasociale – ossia Unipol, alcune Coop, Hopa, Nomura e Banca Carige – avevano in mano il 30,15% fully diluited di Bnl. Partecipazione alla quale si aggiunge un 4,09% del Csfb e un 6,45% di altri soggetti (Banca Popolare di Vicenza, Banca Popolare Italiana, Alvaro Pascotot e Sias) per un totale del 40,69%. Per l’offerta non è stata fissata alcuna soglia minima e Consorte intende mantenere quotata Bnl. Una volta chiusa l’Opa, e a seconda delle adesioni, «il flottante verrà infatti ripristinato mediante operazioni di mercato oppure di finanza straordinaria quali un aumento di capitale di Bnl riservato al mercato o la riallocazione di parte delle azioni», si legge nel prospetto Unipol.

Dal documento emergono le finalità dell’intera manovra, la cui congruità rispetto allo statuto della compagnia – diversamente da quanto sostenuto dal professor Guido Rossi, secondo il quale l’operazione comporta una modifica dell’oggetto sociale – sarebbe confermata da tre pareri firmati da Renzo Costi, Francesco Galgano e dallo studio Chiomenti. Tornando agli obiettivi dell’Opa, Consorte punta a «creare il più grande gruppo nazionale assicurativo integrato e a sostenere il mondo delle cooperative». Il tutto, «salvaguardando l’imperativo di creare valore» in un’operazione che comporta 206 milioni di oneri una tantum e 540 milioni di sinergie a regime.

I punti di forza della nuova realtà sarebbero la presenza sull’intero territorio e in tutti i capoluoghi di provincia, con una rete di circa mille sportelli e oltre 1.800 agenzie, oltreché 4.500 punti vendita; la complementarità tra le caratteristiche dimensionali della rete Bnl e le esigenze di Unipol; le prospettive di cross selling sugli oltre 9,5 milioni di clienti e i margini per ampliare la rete con 260 filiali. Ciò mentre il Banco Bilbao Vizcaya Argentaria si aggrappa alle carte bollate. Stando al prospetto, il 29 luglio Bbva ha chiesto al Tar Lazio l’annullamento del provvedimento di Banca d’Italia che autorizza Holmo (società in cima alla catena Unipol) ad acquisire una partecipazione in Bnl pari al 9,99% e poi a salire sino al 14,99%.

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