Consob, ora anche il governo vuole la testa di Vegas

13 Giugno 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Ormai da tempo le associazioni a tutela dei consumatori come Adusbef e Unione Nazionale Consumatori chiedono le dimissioni di Giuseppe Vegas da numero uno della Consob, la massima autorità di vigilanza dei mercati. Ora al coro si unisce anche il governo e lo fa per voce di due dei suoi esponenti di massimo spicco.

Il ministro dello Sviluppo economico ha criticato l’operato del presidente della Consob sulla decisione di escludere gli scenari probabilistici dai prospetti informativi bancari. “Non credo che stia al governo commentare l’attività di istituzioni indipendenti, però degli errori gravi sono stati fatti”, ha dichiarato Carlo Calenda oggi, aggiungendo di essere d’accordo sulle dimissioni di Vegas.

Le accuse parlando chiaro: il presidente avrebbe violato la regola della Consob secondo cui va sempre consigliato alle banche l’utilizzo di uno strumento che quantifichi la probabilità di perdita del capitale investito in modo da meglio informare i clienti. Vegas si è sempre difeso dalle accuse, precisando di non aver vietato personalmente lo strumento, che resta ingannevole e mal digerito dall’Europa.

Non viene risparmiata nemmeno la gestione da parte della Consob del caso delle quattro banche regionali fallite e dei risparmiatori truffati perl’entrata in vigore del regime del bail-in. Stiamo parlando di Banca Etruria, CariFerrara, CariChieti e Banca Marche, salvate con i soldi di azionisti e obbligazionisti senior a fine 2015, nel rispetto delle nuove norme europee sul bail-in entrate in vigore poi a gennaio di quest’anno.

Della stessa opinione di Calenda è anche il viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, secondo cui “adesso siamo in due, nel governo, a dire in modo esplicito che ci sono stati errori e goffe autoassoluzioni. Il punto è capire se basta o dobbiamo diventare tre, quattro o cinque”.

Vegas ha risposto riconoscendo che ci sono “pressioni politiche” sui vertici della Consob da parte di “alcuni esponenti di governo”, ma l’authority è “indipendente” e ha “l’unico obiettivo di perseguire i suoi fini istituzionali”.