Consigliere Merkel: “più flessibilità all’Italia? Richiesta sfacciata”

11 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Botta e risposta tra Italia e Germania in merito alla richiesta di maggiore flessibilità chiesta dal nostro paese. Il Premier Matteo Renzi – in una lettera scritta sul quotidiano Repubblica – punta il dito contro l’austerity.

“L’austerity non basta. E del resto i Paesi che sono cresciuti in Europa lo hanno fatto soltanto perché hanno violato in modo macroscopico le regole del deficit (…) Se una cura non funziona, dopo otto anni si può parlare di accanimento terapeutico. Non pongo un problema di regole, sia chiaro. L’Italia rispetta le regole (…) Il problema non sono le regole, dunque; il problema è la politica economica di questa nostra Europa. Prima di parlare di superministri, dobbiamo forse chiarirci fra noi sulla linea di politica economica. Perché di sola austerity si muore”.

Delle affermazioni che fanno storcere il naso alla Germania e sempre dalle colonne del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari risponde alle richieste di maggiore flessibilità dell’Italia, Lars Feld, uno dei cinque saggi consiglieri di Angela Merkel. Richieste “sfacciate”:così le definisce Feld, che mostra tutta la sua contrarietà alla flessibilità sui conti affermando l’urgenza per l’Italia di tagliare il rapporto debito/PIl arrivato al 135%.

“Sono contrario alla flessibilità sui conti. L’Italia non è in procedura d’infrazione, però si trova nel braccio preventivo del Patto. Che già riconosce abbastanza flessibilità. L’Italia ha esaurito tutta la flessibilità possibile. Di più non le può essere concesso perché il disavanzo viaggia verso il 3 per cento. Il 2,4 o 2,7 per cento nel 2016 di cui si parla ora rispecchia le proiezioni, ma alla fine conta quanto l’Italia crescerà davvero. Sono molto scettico all’idea di concedere ulteriore flessibilità. Non dobbiamo dimenticare che l’Italia ha il 135 per cento di debito/Pil. Deve essere urgentemente tagliato”.

E sulla richiesta di maggiore flessibilità per la spesa dei migranti? Anche in questo caso il consigliere tedesco Lars Feld è categorico e afferma in sostanza che l’Italia non è uno dei paesi più colpiti dall’emergenza immigrazione.

“Il problema è che l’Italia cerca di approfittare di ogni eccezione possibile. Guardiamo ai dati sui profughi, gli ultimi affidabili risalgono al primo semestre 2015. In rapporto alla popolazione l’Italia ne ha accolti relativamente pochi: chiedere un’eccezione sul disavanzo è piuttosto sfacciato. I Paesi più colpiti dai flussi migratori sono Ungheria, Austria, Svezia, probabilmente la Germania”.

Ma alla fine, conclude Lars Feld, nonostante il pressing della Germania, l’ultima parola spetta a Bruxelles.

“La Germania sta facendo continuamente pressione perché non venga concessa altra flessibilità. Ma alla fine decide Bruxelles”.